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Il passo della Calandra
SKU: 0193323000
Toma Piero Antonio
16,53 €

Isbn
8871047834
Collana:

"Mezzogiorno ed Europa"
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Nr. Volume
2
Formato
13x21
Nr. Pagine
120
Mese Pubblicazione
Giugno
Anno Pubblicazione
1993
Questa non è una storia di monumenti, di date e di stendardi. È storia di uomini. L'ha scritta un uomo che non è stato alla finestra, a guardare. Se si può dire, è un'antistoria. Attraverso il buco della serratura fluiscono gli accadimenti privati dei protagonisti, uomini e donne nobili e plebei che affollano un paese-simbolo come Tuglie, dai Normanni ai giorni nostri. Da una parte il feudatario periferico senza cultura nè per la propria funzione nè per il proprio «mestiere» di manager della terra, delle coltivazioni, delle stagioni. Abile semmai, e neppure sempre, a reclamare più pingui balzelli. Gli fanno da contraltare braccianti, contadini, «furisi», abitatori di grotte, di trulli, di casupole, tirati per i capelli, lungo una diaspora di secoli, ad abbandonare terre inospitali e a maggesi. Spesso la Chiesa predica bene ma messa alle strette razzola male. Se non peggio. Nel classico triangolo feudatario-bracciante-prete il libro introduce un mito delle donne del tutto alieno in un universo a senso e sesso unico. Feudatarie, ladre di galline, sante, puttane, tutte con la stravagante inclinazione a pensare e quindi a entrare in rotta di collisione con i maschi. Il Sud di questo piccolo paese non è stato soltanto abbrutimento, soprusi, emigrazione, sesso, gioco e caccia. Alla fine dell'800 un oscuro self made man va a conquistare il Nord aprendo la «via del vino» e gettando le basi di un franchising ante litteram che di lì a mezzo secolo si sarebbe esteso a seicento negozi e fiaschetterie, sparsi per tutta la pianura padana. Quasi contemporaneamente un altro «nessuno» coniuga una provvidenziale impresa industriale (liquorificio e distilleria) con un controcorrente reggimento della cosa pubblica. Un Sud imprenditoriale, attivo, risoluto, da nuova frontiera, un Sud non da piagnisteo nè assistito. Col passar del tempo anche qui il paese degli individui si trasforma in paese dei partiti, gli ultimi donchisciotte svaporano per lasciar posto ai sistemi, alle organizzazioni, alle omologazioni. Nel contempo l'emigrante che torna non bivacca in piazza ma apre un fabbrica. Torna - sottolinea nella prefazione Luigi Scorrano - restituisce il quadro di un Sud costruito da gente che si rimbocca le maniche animosamente, s'impegna nello scoprire zone di mercato occupabili per i prodotti, e riesce a imporli. Un Sud attivo di piccola imprenditoria audace oltre che operosa; e di qualificata artigianalità .

L'AUTORE

Piero Antonio Torna, (Tuglie, Lecce), giornalista professionista e collaboratore di quotidiani e periodici, con qualche incursione nella radio e in TV. Fondatore e direttore dell'agenzia stampa Informedia. Autore di poesie Ritorno, Lanano d'estate, di racconti Taglie, storie di un paese, di saggi Storia del porto di Napoli, Armatori meridionali ieri e oggi, di biografie romanzate Il tesoro di Pescocostanzo, Renato Caccioppoli, L'enigma.
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