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Profili di Italianisants Benjamin Cremieux e Louis Chadourne
SKU: 0195387000
Petrocchi Francesca
30,00 €

Isbn
8881141442
Collana:

"Istituto per gli Studi di Letteratura Contemporanea «Mario Petrucciani» - Pubblicazioni"
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Nr. Volume
10
Formato
13x21
Nr. Pagine
238
Mese Pubblicazione
Novembre
Anno Pubblicazione
1995
L'impegno critico dell'italianisant Benjamin Crèmieux (1888-1944) è ricostruito attraverso lo spoglio e l'interpretazione di un ampio materiale di articoli, saggi, recensioni, consegnato da Crèmieux alle più importanti riviste letterarie francesi, a partire dalla « Nouvelle Revue Française». Dall'esordio, negli anni della sua formazione fiorentina, nel mensile «France-Italie» (1913-1914), agli interventi degli anni Venti dedicati ai maggiori interpreti della stagione vociana, Soffici, Papini, Slataper, alla poesia di Ungaretti, al teatro ed alla narrativa di Pirandello, sino alla scoperta di Svevo, all'acuta Preface all'edizione francese de Gli Indifferenti, al Panorama de la Littèrature Italienne Contemporaine (1928), il critico e traduttore Crèmieux testimonia di svolgere una funzione di mediazione e diffusione della nostra letteratura Novecentesca in Francia, attenta a diagnosticare evoluzioni, sviluppi quanto resistenze verso la conquista di una modernita poetica e narrativa in linea con la grande tradizione letteraria italiana. Le sue lettere inedite ad Emilio Cecchi ed a Mario Puccini, qui parzialmente pubblicate, si sono rivelate preziosi tasselli funzionali alla ricostruzione del suo legame con gli ambienti culturali italiani. All'amico degli anni fiorentini di Crèmieux, il giovane poeta e traduttore Louis Chadourne (1890-1925) si devono due interessanti interventi sul romanziere Oriani e sull'opera di Dossi editi su « France-Italie», non privi di originalità critica; saggi che uniti alle recensioni alla poesia di Rebora e Corazzini, agli scritti di Papini, Michelstaedter e Linati intendono offrire al lettore francese l'immagine della nostra letteratura colta all' ètat naissant, e in una decisiva fase di sviluppo. La terza parte del volume ha inteso seguire l'incrocio di prospettive critico-teoriche tra Francia e Italia relative allo sviluppo del nostro romanzo, dagli anni della « Voce » sino a quelli del ritorno al romanzo; offrendo anche spazio al Cecchi critico della narrativa francese e dell'opera di Proust, ed insieme attento a interpretare, congiuntamente a Crèmieux, i caratteri del romanzo d'analisi europeo.

L'AUTORE

Francesca Petrocchi è docente di Letterature Moderne Comparate presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell'Università della Tuscia (Viterbo); ha dedicato una serie di studi alla letteratura del periodo fascista ( «Il Selvaggio»: dallo squadrismo a «Strapaese», 1977; Dino Garrone e «L'Universale», 1979; « Toscanità » e inquietudine ideologica di Berto Ricci, 1981; e Lettere inedite di Ungaretti a Mussolini, 1987). Ha pubblicato alcuni studi sul rapporto tra il movimento modernista cattolico e l'ambiente culturale fiorentino del primo Novecento (Filosofia, cultura e tensione ideologica nel rapporto tra Giovanni Papini e Alessandro Casati, 1983; Casati e Cecchi negli anni della « Voce», 1984; Le avventure dell'anima. Il «Leonardo» e il modernismo, 1987), sull'opera narrativa e poetica di Piero Jahier ( Conversione al mondo. Studi su Piero Jahier, 1989), sul rapporto tra musica, arte figurativa e letteratura nella rivista romana «Ars Nova» ( Ars Nova, 1917-1919; 1992).
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