Teatro. Terzo Tomo - Commedie
SKU: 0102575000
Giovan Battista della Porta
72,00 €

Isbn
9788849504144
Collana:
"Edizione nazionale delle opere di Giovan Battista della Porta"
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Nr. Volume
3
Formato
17x24
Nr. Pagine
VIII+520
Mese Pubblicazione
Dicembre
Anno Pubblicazione
2002

Le cinque commedie presentate in questo III tomo dell'Edizione Nazionale delle Opere di G.B. della Porta furono pubblicate dall'Autore fra il 1601 e il 1607 e, rispetto alle cinque presentate nel II tomo, pur conservando intatto il dichiarato plautismo della strutturazione drammatica come della teatralizzazione dei contenuti, si snodano in funzione di un più esplicito risentimento di costume e di ambiente: da Gli duoi fratelli rivali, ambientata in una Salerno feudale, nella quale l'Autore si compiace di far circolare il nome della sua famiglia, a La Turca, ambientata entro uno staglio di presenza permanente e condizionante del turchesco, come lingua e come timore di invasione, nella vita dei nostri paesi marinari (per cui non senza ragione la scena è immaginata nell'isola di Lesina), a Lo Astrologo, che ridicolizza il consuetudinario del fantasmagorico nella vita di una società non troppo colta, a Il Moro, dove il divertimento è tutto addossato sulla figura di un napoletano, fanfarone e visionario. E tuttavia va detto che il raggruppamento di queste e delle precedenti cinque commedie, come delle prossime, e ultime quattro, è stato determinato non da ragioni critiche ma semplicemente dai numeri (di date e di pagine).

L’AUTORE
Giovan Battista della Porta (Napoli 1535-1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell'ambito di una visione ermetico-magica dell'universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell'attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell'opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l'Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell'invenzione del cannocchiale. Nell'Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L'Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell'attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale.

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