Echi di memoria e controcanti
SKU: 0121047210
Formicola Crescenzo
13,00 €

Isbn
9788849545739
Collana:

"Viaggio d' Europa - Culture e Letterature"
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Nr. Volume
26
Formato
17x24
Nr. Pagine
96
Mese Pubblicazione
Aprile
Anno Pubblicazione
2021

Il messaggio della lirica oraziana, più che costituire la base dell’impianto poetico, in realtà fornita dall’impressione empirica soggettiva, più che imprimere forma al contenuto poetico, è talvolta la leva che consente a Montale (e, di scorcio, a Sereni e a Fortini) di attivare quel processo che favorisce l’emersione della propria identità esistenziale. Nella triade ‘disperata’ sembra risvegliarsi la consapevolezza di essere quel che non fu, nella sua essenza, il poeta antico. La «recidiva speranza» di Sereni come anche la ‘disperazione calma’ di Caproni sono l’approdo di una riflessione esistenziale in cui naufraga il precetto di ‘cogliere l’attimo’. Le icone del bivio e del varco, in cui si compendia l’universalità dell’esperienza umana, nella loro funzione di correlativo oggettivo, sono elevate a simbolo di immagini poetiche capaci di sconfinare imponendosi sui limiti temporali. L’incidenza del vate latino di età augustea sui poeti del nostro tempo, che, comunque, produce un effetto e contrario, è occasionale, il rilievo della traccia può essere in qualche caso labile: Montale, va da sé, esprime il suo mondo autonomamente, a prescindere da qualsiasi confronto, associabilità o dissociabilità; in un momento altro da quello della ispirazione iniziale, successivo nel senso psicologico e non cronologico, può accadere che il suo pensiero s’imbatta, grazie ad un’eco di memoria, nel pensiero conservato in un testo antico, e che tra i due registri si rivelino antitesi definitive, e così puntuali da apparire nel testo recentior coscientemente antinomiche al testo vetustior, ed intenzionalmente evocate per fini comparativi. Il profilo delle incompatibilità è successivo all’atto creativo, mai potrebbe rivelarsi produttivo di esso.

L'AUTORE
Crescenzo Formicola ha insegnato per più di un quarantennio Letteratura latina nell’Università degli Studi di Napoli «Federico II»; collabora con varie riviste nazionali ed internazionali; da alcuni anni dirige la rivista internazionale di studi filologici e storici «Vichiana». Il suo impegno scientifico è articolato in vari settori della ricerca. Ha pubblicato saggi su Catullo, Virgilio (Temi virgiliani, Napoli 2002; L’Eneide di Giunone: una divinità in progress, Napoli 2005; Da Orfeo a Lavinia, Napoli 2008; Virgilio: Etica Poetica Politica, Napoli 2012), Orazio, gli elegiaci, Grattio (ed. cr., trad., comm. e Concordantia, 2 voll., Bologna 1988; Studi sull’esametro del Cynegeticon di Grattio, Napoli 1995); ha curato l’ed.. cr. con trad. e comm. del Pervigilium Veneris, Napoli 1998. È autore di saggi su Cicerone (Come dice il poeta, Napoli 1992) e su Tacito (testo, trad. e comm. del l. IV degli Annales, Napoli 2013). Ha prodotto l’ed. cr. digitale di testi poetici nell’ambito del progetto nazionale MSDQ. Ha pubblicato testo, trad. e comm. del III libro delle Epistulae ex Ponto di Ovidio, Pisa- Roma 20182. In Figure ovidiane, controfigure rushdiane (Aracne, Niobe, Filomela…), Pisa-Roma 2019, ha còlto la sorprendente naturalezza con la quale l’autore di Shame e The Satanic Verses ha fatto scivolare la ‘parola’ di un mito nella ‘parola’ di una novel.

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