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I MAGISTRATI E LE CORRENTI
SKU: 8508110070
Bevere Antonio
13,00 €
Prodotto disponibile da: 31-12-9999
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Isbn
9788849515145
Collana:

"Quaderni di Critica del Diritto"
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Nr. Volume
7
Formato
14x21
Nr. Pagine
144
Mese Pubblicazione
Febbraio
Anno Pubblicazione
2008
Proponiamo all'attenzione del lettore una critica ai gruppi organizzati di magistrati, denominati correnti, e all'anomala indipendenza da essi rivendicata nell'attività svolta all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Il Csm è un organo di autogoverno, in quanto è formato prevalentemente da magistrati eletti dai colleghi e provvede in via esclusiva alla gestione dello status degli elettori (promozioni, trasferimenti, provvedimenti disciplinari). In tal modo viene garantita ai componenti dell'ordine giudiziario l'indipendenza dagli altri poteri dello Stato. Secondo la testimonianza di un ex vicepresidente del Csm "...il numero perfetto non è tre ma quattro, perchè quattro sono le correnti, così che tutto andava diviso per quattro". Che gli incarichi di maggior prestigio e/o di maggiore responsabilità siano prenotati dalle correnti e predestinati ai loro aderenti lo si ricava dalla prassi di lasciarli vacanti fino a quando ne sia disponibile un numero sufficiente per effettuare un'equa distribuzione (sempre nel rispetto delle leggi del quattro). Il meccanismo decisionale rallenta, per interminabili tentativi di mediazione (denunciati anche dal Capo dello Stato) e i posti vengono assegnati a candidati scelti per l'appartenenza più che per la capacità . Questo deperimento delle correnti, o meglio, delle antiche identità politico-culturali non giova all'indipendenza del singolo magistrato e all'esercizio della giurisdizione. Crea sacche di inefficienza, differenze ingiustificate nella attribuzione dei posti chiave; emargina i magistrati che difendono in modo intransigente la propria indipendenza, anche a costo di rimanere estranei alla solidarietà che la corrente favorisce. Siamo giunti al paradosso di una contrapposizione tra i tutori dell'indipendenza esterna della magistratura e l'indipendenza interna dei singoli magistrati. Che fare? Chi custodirà i custodi dell'indipendenza della magistratura? Con questo libro tentiamo di avviare una riflessione, in tempi lunghi, su possibili riforme istituzionali. Puntiamo, comunque, su un'immediata presa di coscienza, da parte dei cittadini, del rilievo giuridico e politico del diritto all'indipendenza interna dei singoli magistrati e del dovere di lealtà e legalità dei custodi dell'indipendenza esterna.

IL CURATORE
Antonio Bevere, giudice del tribunale di Roma, direttore della rivista «Critica del diritto», ha scritto, tra l'altro, Siamo il paese più libero del mondo?; La chiamata di correo; Il Tribunale della libertà ; Coercizione personale; con Augusto Ceni, Il diritto di informazione e i diritti della persona.
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