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Servi della pena - Condannati a morte nella Roma imperiale
SKU: 8211103100
McClintock Aglaia
22,00 €

Isbn
9788849520446
Collana:

"Univ. degli Studi del Sannio. Sezione giuridico - sociale"
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Nr. Volume
65
Formato
17x24
Nr. Pagine
192
Mese Pubblicazione
Dicembre
Anno Pubblicazione
2010
A partire dalla seconda metà del II sec. d.C. i condannati alle pene capitali - vivi crematio, crux, ad gladium, ad furcam, ad bestias, in ludum venatorium, ad metalla e in opus metalli - sono tutti egualmente designati nelle fonti giuridiche come servi poenae, 'schiavi della pena', e all'uniformità del nome si collega uno statuto giuridico unitario. Destinati all'eliminazione, dal momento in cui è pronunciata la condanna, per tutto l'intervallo che li separa dalla morte, sono privati di ogni diritto e in questo lasso di tempo l'impero si appropria delle loro persone, rendendo le loro esecuzioni oggetto di spettacolo (damnatio ad bestias o in ludum) o sfruttando su larga scala la loro forza lavoro (damnatio ad metalla). Questa peculiare forma di assoggettamento che, pur avendo tratti in comune con la schiavitù antica, se ne distingue per la maggiore durezza e il carattere irreversibile, non sembra essersi costituita con un unico provvedimento, ma attraverso una serie di successivi e non sempre coerenti interventi imperiali che hanno riunito sotto un unico capitolo una molteplicità di condanne dagli esiti differenti. Lo studio analizza le ipotesi circa la nascita dell'istituto, le conseguenze civili del giudicato e le confusioni di regime che si davano nella pratica, rispetto alle quali è ancora possibile leggere nelle fonti l'imbarazzo e lo sforzo di armonizzazione della cancelleria imperiale.

L'AUTORE
Aglaia McClintock
è ricercatrice di diritto romano e diritti dell'antichità presso l'Università del Sannio di Benevento, dove insegna «Istituzioni e storia del diritto romano». Fa parte della redazione della rivista Index. International Survey of Roman Law. Dal 2004 è ricercatrice invitata presso il Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte di Francoforte. Suoi temi di ricerca sono la condizione femminile e il diritto criminale.
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