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Germanesimo e romanità
SKU: 0704183040
Bucci Onorato
37,00 €

Isbn
8849507276
Collana:

"Univ.degli Studi del Molise - Dipartimento Giuridico"
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Nr. Volume
17
Formato
17x24
Nr. Pagine
288
Mese Pubblicazione
Maggio
Anno Pubblicazione
2004
Lo studio dei rapporti tra insegnamento del diritto romano, e quindi tradizione romanistica, e istituzioni giuridiche della Germania antica e moderna rappresenta il filo conduttore della presente indagine scientifica che parte dalla proposta espressa nel § 19 del programma del Partito nazionalsocialista di sopprimere l'insegnamento del Diritto romano nelle aule universitarie tedesche. L'indagine si muove così lungo cinque traiettorie: a) le radici culturali del Nazionalsocialismo ed il § 19 del programma nazista del 24 febbraio 1920 («il diritto romano è un diritto asservito al materialismo del mondo»); b) lo studio del Diritto romano nelle Università tedesche dalla Codificazione del Bürgerliches Gesetzbuch (bgb) all'avvento del potere del Nazionalsocialismo; c) analisi del rapporto tra consuetudine giuridica germanica e diritto romano; d) la reazione germanica al diritto romano e alla romanità ; e) la costruzione della futura Germania. La conclusione cui giunsero i circoli culturali tedeschi (diritto romano come diritto di una razza inferiore e quindi subordinato al diritto nazionalsocialista erede del diritto germanico espressione diretta della tradizione giuridica indoeuropea) pone in evidenza - sulla base di fonti dirette e documentate - a quale follia avrebbe portato (una follia senza scampo e non rimediabile) la vittoria nazista del secondo conflitto mondiale ed a quali gravissime responsabilità andò incontro la Romanistica italiana che, eccetto nella presa di posizione di Pietro De Francisci, tacque completamente su questa distorsione scientifica allineandosi interamente alla politica ufficiale del Fascismo ed accettando quindi il progetto di Stato nazista che era antiromano, antigiudaico e anticristiano.

L'AUTORE

Onorato Bucci
è professore straordinario di Istituzioni di diritto romano nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Molise, dove è titolare anche degli insegnamenti di Diritto romano e di Diritto dell'Antico Oriente Mediterraneo. Già direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Sociali e dell'Amministrazione presso la stessa Facoltà , è Direttore del «Centro "Andrea d'Isernia" per lo studio della tradizione romanistica e l'unificazione dei diritti europei» afferente alla facoltà medesima. Autore di oltre trecento pubblicazioni, i suoi interessi coprono un'area storico giuridica che coincide con il Mediterraneo orientale prima e dopo l'occupazione romana in un periodo che va dall'epoca achemenide fino all'occupazione islamica. Insegna anche nella Pontificia Università Lateranense Jus graecorornanum (Jus byzantinum) e Historia Institutorum Antiqui Orientis.
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