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La riforma continua - Il riformismo giuridico dell' "era progressista". Tentativo di bilancio
SKU: 0702964000
Moccia Sergio
50,00 €

Isbn
8849503075
Collana:

"Quaderni di Critica del Diritto"
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Nr. Volume
3
Formato
14x21
Nr. Pagine
396
Mese Pubblicazione
Febbraio
Anno Pubblicazione
2002
"Pene più severe per furti in appartamento e scippi. Nessuna "condizionale" per chi torna a ripetere il reato. Tempi più rapidi e procedure più snelle per l'inammissibilità dei ricorsi in Cassazione, attraverso l'istituzione di una sezione "ad hoc". Maggiori poteri di indagine alla polizia giudiziaria. Queste le principali novità previste dal provvedimento definito "pacchetto sicurezza", approvato il 6 marzo 2001". Ecco l'epilogo coerente della politica criminale dell'"era progressista". Essa si è caratterizzata per l'uso simbolico del diritto penale, che ne ha aggravato i caratteri ipertrofici, con i conseguenti effetti, perversi, dell'aumento della giustizia contrattata, della casualità del controllo penale, di un complessivo arretramento delle garanzie. Anche quando si è tentata la strada della riforma del codice penale e quella della depenalizzazione, gli esiti non sono stati appaganti. Si è dimenticato che l'intensificazione del controllo penale - che dovrebbe costituire l'extrema ratio - è la testimonianza del fallimento di tutte le altre forme in cui può esprimersi la politica sociale. L'aumento delle pene ed il ricorso accentuato alla carcerizzazione nei confronti della consueta clientela di marginalità sociale rappresentano l'unico tipo di risposta che l'ordinamento pare abbia voluto predisporre: essa può forse garantire temporaneamente in termini di sicurezza fisica, ma, non ponendosi affatto di fronte al problema delle radici dei vari fenomeni di disagio, finisce per rafforzarli. Di questi ed altri temi si è parlato nel corso di un Seminario di studi tra giuristi, avvocati e magistrati, tenutosi a Napoli il 26 giugno 2000 presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, da cui trae spunto il presente volume.

IL CURATORE

Sergio Moccia insegna diritto penale nell'Università di Napoli "Federico II"; Gastdozent presso 1'Institut für die gesamten Strafrechtswissenschaften dell'Università di Monaco di Baviera. Tra le sue pubblicazioni: Carpzov e Grozio, 1979; Die italienische Reformbewegung des 18. Jahrhunderts und das Problem des Strafrechts, 1979; Macht und Recht im Ubergang von der theokratischen zur laizistischen Auffassung des Strafrechts, 1983; Politica criminale e riforma del sistema penale, 1984; Contributo ad uno studio sulla teoria penale di G.W.F. Hegel, 1984; Tutela penale del patrimonio e principi costituzionali, 1988; Sui principi normativi di riferimento per un sistema penale teleologicamente orientato, 1989; Ordine pubblico, 1989; Bioetica o 'Biodiritto' ?, 1990; Il diritto penale tra essere e valore, 1992; Die systematische Funktion der Kriminalpolitik, 1994; De la tutela de bienes a la tutela de funciònes. El derecho penal entre ilusiònes postmodernas i reflujos iliberales, 1994; La perenne emergenza, 1995, Il ed. 1997; Sui compiti della politica e i doveri della giurisdizione in uno stato sociale di diritto, 1996; Il dover essere della premialità , 1998; Emergència e Defesa dos Direitos Fundanientais, 1999; Mario Pagano ovvero l'impegno civile del giurista, 1999; Vèrite' substantielle et vèritè du procès, 2000; Principio de culpabilidad y funciòn de la pena, 2000; Das korrumpierte Strafrechtssystem, 2001; Dal Corpus Juris al diritto penale europeo? , 2001; La 'promessa non mantenuta', 2001.
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