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La «riconoscibilità» della norma penale
SKU: 8019143190
Pomanti Pietro
45,00 €

Isbn
9788849540871
Collana:

"Nuove Ricerche di Scienze Penalistiche" 
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Nr. Volume
28
Formato
17x24
Nr. Pagine
344
Mese Pubblicazione
Dicembre
Anno Pubblicazione
2019

L’ermeneutica, negli ultimi tempi, sembra rivalutare indirizzi più restrittivi, di segno analitico o comunque ispirati ad un realismo moderato. A differenza dei creativi, degli scettici, degli «ermeneutici giuridici contemporanei», il lettore si mostra così orientato al recupero del significato delle parole, del senso terminologico della disposizione nell’ambito del quale l’interprete può muoversi più correttamente. Ebbene, a fronte di una generale tendenza del giudice a prevalere sulla legge – una sorta di «rivoluzione clandestina», di supplenza giudiziaria al potere legislativo – ad evitare di perdersi in questo diritto penale oramai divenuto «flou», «liquido», «senza codice», occorre rimanere saldamente ancorati ad una dimensione condivisa tra perimetro semantico e dimensione teleologica della norma penale che come cerchi concentrici si dispiegano l’uno sull’altro. Non è solo un problema di prevedibilità e, quindi, di valore condiviso del precedente; è prima ancora un obbligo di conformità al tipo ovvero un problema di riconoscibilità della norma penale, rispetto al modello legale. Attraverso troppi microlifting ermeneutici, difatti, si corre il rischio di trovarsi di fronte ad una norma teoricamente prevedibile, ma in realtà irriconoscibile, in quanto atipica; in sintesi di tradire la tipicità, «l’anima più profonda della legalità» e, quindi, dello stesso diritto penale.

L'AUTORE
Pietro Pomanti, professore straordinario di diritto penale t.d. presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma nonché docente di diritto penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali del medesimo Ateneo. Responsabile della Scuola territoriale della Camera penale di Roma e membro della redazione Lazio della Rivista Archivio Penale, è autore di diverse pubblicazioni tra cui le monografie La esiguità. Da criterio di selezione della «tipicità bagatellare» ad indice di selezione della punibilità (2017) e Le metamorfosi delle associazioni di tipo mafioso e la legalità penale (2018).

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