La recidiva tra colpevolezza e pericolosità
SKU: 8020147200
Rocchi Francesca
94,00 €

Isbn
9788849543704
Collana:

"Nuove Ricerche di Scienze Penalistiche" 
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Nr. Volume
36
Formato
17x24
Nr. Pagine
720
Mese Pubblicazione
Ottobre
Anno Pubblicazione
2020

Nell’ambito di una politica criminale del XXI secolo sempre più orientata alla sicurezza della collettività e alla prevenzione del rischio reato, appare necessario interrogarsi sul ruolo che l’istituto della recidiva de iure condendo dovrebbe ricoprire in un sistema penale integrato, conforme ai principi dello Stato di diritto. Partendo dall’analisi del fondamento della recidiva, investita dalla controversa novella del 2005 (legge c.d. «ex Cirielli»), l’indagine mira a rinvenire un solido inquadramento dell’istituto a livello dommatico e sistematico, allargando lo spettro della ricerca anche alle misure di sicurezza personali destinate ai rei imputabili; istituto del quale la recidiva sembra surrettiziamente aver “usurpato”, di fatto, la funzione specialpreventiva, con gravi ripercussioni sotto il profilo del rispetto dei principi costituzionali di offensività, proporzionalità e finalità rieducativa della risposta sanzionatoria, stanti i suoi innumerevoli effetti commisurativi, diretti ed indiretti. Attraverso un’indagine comparatistica, rivolta sia agli ordinamenti di common law che di civil law, integrata dai risultati empirici degli studi delle scienze sociali, si è cercato pertanto di verificare se l’attuale, tradizionale, veste della recidiva come circostanza aggravante del reato, con effetti ultraedittali, sia ancora funzionale agli scopi della pena, ovvero sia solo un retaggio del Täterstrafrecht; e se, in un sistema penale teleologicamente orientato ai principi costituzionali, sia preferibile riformare in modo profondo il sistema sanzionatorio del doppio binario, rivolto ai rei imputabili pericolosi, anche alla luce delle indicazioni provenienti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e delle Corti costituzionali degli ordinamenti aventi la nostra tradizione giuridica.

L'AUTORE
Francesca Rocchi, dottore di ricerca, già assegnista di ricerca presso l’Università di Napoli “Federico II”, borsista della Max-Planck-Gesellschaft e della Deutscher Akademischer Austauschdienst (DAAD), ha svolto ricerche presso il Max-Planck-Institut für ausländisches und internationales Strafrecht di Friburgo in Brisgovia (Germania). Ha pubblicato, tra l’altro: Il reato di esercizio non autorizzato dell’attività di intermediazione di manodopera nella riforma Biagi: tra continuità normativa e nuove esigenze del libero mercato del lavoro, 2005; Riflessioni di diritto intertemporale in tema di infedeltà patrimoniale all’interno di singole società e nelle holding, 2005; L’influenza del diritto europeo nell’applicabilità del reato di evasione d’Iva all’importazione, 2005; La discrezionalità della recidiva reiterata “comune”: implicazioni sul bilanciamento delle circostanze e sugli altri effetti ad essa connessi, 2007; La decisione della Corte di Strasburgo sulla misura di sicurezzadetentiva tedesca della Sicherungsverwahrung e i suoi riflessi sul sistema del “doppio binario” italiano, 2010; I delitti contro lo stato di famiglia, 2011; Funzioni e disciplina delle sanzioni a carico degli enti alla prova delle fattispecie colpose, 2012; Immigrazione illegale e diritto penale. Un approccio interdisciplinare, 2013; ‘Semel malus semper praesumitur esse malus’: dubbi di legittimità costituzionale del regime obbligatorio di una recidiva generica, 2015; La disciplina dell’impiego di lavoratori immigrati irregolari, 2018.

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