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Istigazione e ordine pubblico - Tecnicismo giuridico ed elaborazione teleologica nell'interpretazione delle fattispecie
SKU: 0704160040
Schiaffo Francesco
40,00 €

Isbn
8849509464
Collana:

"Studi di Scienze Penalistiche Integrate"
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Nr. Volume
10
Formato
17x24
Nr. Pagine
312
Mese Pubblicazione
Febbraio
Anno Pubblicazione
2004
Superando il limite degli atrociores, che ne aveva caratterizzato le origini nel diritto intermedio, l'evoluzione normativa delle fattispecie di mera istigazione appare indifferente ad affidabili criteri di offensività . Riferite, in generale, a tutte le ipotesi di reato - se non anche ad altri tipi di illecito - e, in particolare, a fattispecie di reato poste a tutela di oggettività giuridiche di mera creazione legislativa, esse sono state considerate esemplari ipotesi di reati di opinione, ovvero limitazioni del diritto alla libera manifestazione del pensiero: in quanto tali, sembrano derivare da un ordine normativo di tipo etico che fu condiviso come fondamentale scelta legislativa solo perchè funzionale alle obsolete opzioni politico-criminali dell'assolutismo ottocentesco. Lo stesso ordine etico, tuttavia, pare essersi consolidato come pregiudizio ermeneutico, determinando una giurisprudenza costantemente esposta a strumentalizzazioni politiche e ideologiche. La rigorosa definizione del contesto logico-sistematico in cui si collocano le fattispecie e, quindi, dei canoni, normativamente necessari, per l'elaborazione dei concetti giuridici permette, invece, di precisare, in riferimento all'ordine pubblico materiale e oggettivo, termini e condizioni di un rapporto di causalità che, altrimenti, rischia di dissolversi in ambiti difficilmente accessibili all'accertamento processuale ed esposti, pertanto, all'arbitrio del giudice. Sembrerebbe residuare un esiguo margine di legittima rilevanza penale delle fattispecie di mera istigazione poste a tutela dell'ordine pubblico che, tuttavia, a fronte di un altissimo rischio di strumentalizzazione politica, pone, in una prospettiva de lege ferenda, urgenti interrogativi sulla opportunità della loro conservazione.

L'AUTORE

Francesco Schiaffo, associato di diritto penale, insegna criminologia presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Salerno. Ha svolto le sue ricerche presso l'institut für die gesamten Strafrechtswissenschafren dell'Università di Monaco di Baviera. Ha pubblicato, tra l'altro: L'elemento soggettivo delle cause di giustificazione, 1994; Una sentenza storica in materia di estradizione e pena di morte, 1996; Le situazioni «quasi scriminanti» nella Sistematica teleologica del reato. Contributo ad uno studio sulla definizione di Struttura e limiti della giustificazione, 1998; Le funzioni dell'intervento penale tra prevenzione ante delictum e prevenzione post delictum. la pericolosità dei «pentiti», 1998; Necessità ed aspettative di tutela nel delitto di false informazioni al pubblico ministero, 1999; La necessità di un omicidio: l'ordinamento italiano verso l'abolizione totale della pena di morte, 1999; Riflessioni critiche intorno ad un 'dogma': l'antigiuridicità generica, 1999; Ambito e prospettive di uno spazio giuridico-penale europeo, 2000; Stato d'eccezione, diritti umani e sistema penale: la politica criminale negli «assiomi oscuri» dell'ordinamento costituzionale, 2002; Sugli orientamenti attuali nella riforma in materia di reati omissivi, 2002; Gli elementi soggettivi delle cause di giustificazione nei progetti della Commissione Grosso: il metodo sperimentale nel «laboratorio della riforma», 2003; L'impiego di personale militare per la «prevenzione di delitti di criminalità organizzata», 2003.
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