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Contributo ad uno studio sulle condizioni obiettive di punibilità - 2° edizione
SKU: 8019169190
Masarone Valentina
33,00 €

Collana:

"Nuove Ricerche di Scienze Penalistiche" 
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Nr. Volume
30
Formato
17x24
Nr. Pagine
264
Mese Pubblicazione
Dicembre
Anno Pubblicazione
2019

In dottrina e in giurisprudenza si registra, da sempre, una grande disparità di opinioni a proposito dell’inquadramento dommatico e della funzione politicocriminale delle condizioni obiettive di punibilità. Le questioni sollevate e non risolte con l’introduzione dell’art. 44 nel codice penale del 1930 si sono complicate con l’avvento della Costituzione repubblicana. Sebbene la successiva giurisprudenza costituzionale abbia fortemente inciso in materia, esse non possono dirsi definitivamente chiarite. Il problema della configurazione dommatica delle c.o.p. si collega alla tematica dei rapporti tra punibilità e reato, per poi trovare espressione nell’interrogativo circa la possibilità di distinguere le condizioni ex art. 44 c.p. dagli elementi costitutivi del fatto, con quel che segue in ordine alla legittimità del differente regime d’imputazione ad esse riferito. In particolare, per verificare la potenziale violazione del principio di personalità della responsabilità penale è necessario considerare l’incidenza delle c.o.p. sulla dimensione offensiva del reato. Lo studio di parte generale, a ciò finalizzato, trova il suo naturale sviluppo nell’esame della parte speciale, perché è nelle singole norme in cui viene applicato il disposto dell’art. 44 c.p. che ne va ricercata la funzione e perché è in riferimento ad esse che sono destinati ad operare i criteri distintivi elaborati per identificare le c.o.p. Nonostante gli sforzi interpretativi profusi per contenere o eliminare i motivi di contrasto tra l’istituto in questione e i sopravvenuti principi costituzionali, questi continuano a manifestarsi, perché insiti nelle caratteristiche ad esso impresse nel contesto originario. Non basta disconoscere, in vario modo, l’applicabilità dell’art. 44 c.p. ad eventi condizionali di contenuto offensivo: occorre intervenire per attuare una riforma che elimini la discrasia tra l’istituto, così come concepito nel codice Rocco, e la Legge fondamentale. Quale futuro, allora, per le c.o.p.? Una riflessione de lege ferenda, consapevole delle scelte operate in altri ordinamenti e di quelle prospettate nei principali progetti di riforma del codice penale, induce a metterne in discussione lo stesso concetto.

L'AUTORE
Valentina Masarone insegna Diritto penale nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; ha insegnato Diritto penale europeo ed internazionale nello stesso Dipartimento. Ha pubblicato, tra l’altro: Riflessioni sulla natura giuridica della responsabilità penale per eccesso colposo, 2004; Il problema delle scusanti nel progetto Nordio, 2006; L’inappagante continuità del diritto penale dell’Unione dalla Costituzione europea al Trattato di Lisbona, 2008; Profili di rilevanza penale del trattamento medico-chirurgico arbitrario, 2010; Il minore come vittima, 2012; Politica criminale e diritto penale nel contrasto al terrorismo internazionale, 2013; L’incidenza del fattore culturale sul sistema penale tra scelte politico-criminali ed implicazioni dommatiche, 2014; Gender and culturally motivated crimes: the Italian perspective, 2016; Controlimiti e tutela dei diritti fondamentali, 2017; Tutela della vittima e funzione della pena, 2018; Il “diritto penale europeo” al vaglio dell’offensività, 2019.

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