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La legalità delegata
SKU: 8012214120
Cupelli Cristiano
38,00 €

Isbn
9788849525243
Collana:

"Nuove Ricerche di Scienze Penalistiche"
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Nr. Volume
10
Formato
17x24
Nr. Pagine
368
Mese Pubblicazione
Ottobre
Anno Pubblicazione
2012
Ha ancora senso, e quale, sollevare dubbi in merito alla problematica compatibilità - nel sistema delle fonti penali - tra delega legislativa e riserva di legge? Larga parte della dottrina è portata a ritenere che la riserva di legge sia entrata irrimediabilmente in crisi, erosa nelle sua fondamenta da fattori endogeni ed esogeni: il declino della funzione rappresentativa del Parlamento e l'uso generalizzato delle fonti governative; le distorsioni interne al procedimento legislativo; la scarsa efficacia del controllo esercitato da parte dell'opinione pubblica; i distorti rapporti funzionali tra Parlamento e giudici, tanto costituzionali quanto ordinari, e la spinta alla europeizzazione del diritto penale. Senonchè, in crisi è il funzionamento, non il fondamento della riserva di legge. Ci si trova di fronte a contaminazioni note, evidenti, talora macroscopiche ed incontestabili, ma non incontrastabili. Insomma, un quadro certamente critico ma non catastrofico, rispetto al quale si è ancora in tempo per fare qualcosa. Non si scorge, infatti, nella diagnosi dei guasti del modello di un diritto penale legislativo, alcuna insormontabile ragione sostanziale davvero in grado di sminuire il portato politico-ideologico che ha storicamente e geneticamente accompagnato la riserva di legge, tanto da superare il significato garantista della dialettica procedurale in tema di libertà . Cosicchè, agendo sui fattori distonici, e non assecondandoli, si può recuperare il senso della garanzia costituzionale del principio. È questa la prospettiva: partendo da una valutazione del fondamento dell'istituto, adoperarsi per contrastare le degenerazioni indotte dalla prassi, recuperando l'importanza del profilo procedurale, da adeguare alle mutate esigenze politiche e contestuali. Il piano di indagine privilegiato è quello della delega legislativa, nella quale si traduce l'attuale 'evasione' della funzione legislativa in materia penale dal Parlamento verso il potere esecutivo. Il compito, denunciate le perplessità che lo strumento suscita in termini di legalità sostanziale ed al cospetto dei canoni tipici del diritto penale moderno, è allora quello di riqualificare, circoscrivendola, questa forma di collaborazione interistituzionale nella fase genetica delle fattispecie incriminatrici.

L'AUTORE
Cristiano Cupelli
è ricercatore confermato di diritto penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma «Tor Vergata»; è altresì docente di «Diritto penale delle scienze mediche e delle biotecnologie » presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Roma «Luiss Guido Carli», nonchè docente di diritto penale presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università «Luiss Guido Carli» di Roma. Ha pubblicato, tra l'altro: Abuso d'ufficio e tipologia delle fonti: sulla rilevanza penale della violazione di un «sistema di norme» (2001); Il nuovo art. 270 bis c.p.: emergenze di tutela e deficit di determinatezza (2002); I nuovi reati di false comunicazioni sociali: monstra vel prodigia? (2003); Il delitto di peculato (2004); voce Abuso d'ufficio (2006); Un difficile compromesso. Ancora in tema di rapporti tra legge delega e riforma del codice penale (2007); Il diritto del paziente (di rifiutare) e il dovere del medico (di non perseverare) (2008); La disattivazione di un sostegno artificiale tra agire ed omettere (2009); Responsabilità colposa e 'accanimento terapeutico consentito' (2011); Sottrazione consensuale di minorenni e sottrazione di persone incapaci (2012); La responsabilità colposa dello psichiatra tra ingovernabilità del rischio e misura soggettiva (2012).
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