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La democrazia dei superlativi
SKU: 7519033190
Amirante Domenico
30,00 €

Isbn
9788849538779
Collana:

"Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli - Dipartimento di Scienze Politiche «Jean Monnet » - Quaderni" 
Vai alla collana >>>

Nr. Volume
59
Formato
16,5x24
Nr. Pagine
248
Mese Pubblicazione
Marzo
Anno Pubblicazione
2019

La «democrazia dei superlativi» è quel paese che porta alle urne, per le elezioni politiche, più di 800 milioni di elettori, che abbraccia nel suo corpo sociale la diversità umana e culturale più grande al mondo, in cui si parlano ben 23 «lingue ufficiali» riconosciute dalla Costituzione, in cui convivono a pochi chilometri di distanza metropoli tentacolari da 21 milioni di abitanti ed isolate comunità tribali. Stiamo parlando dell’India, lo Stato nel quale il successo delle idee democratiche ha smentito nefaste previsioni, ribaltato luoghi comuni, aperto nuove frontiere, generando teorie e prassi istituzionali innovative, sogni di riscatto sociale e grandi speranze. In effetti, al di là degli stereotipi che costantemente ci vengono riproposti sul Subcontinente (dalla miseria del suo popolo, alle caste, ai santoni, al paradiso degli hippies) la storia millenaria dell’India e quella della democrazia condividono una «cifra» comune che è quella della società come spazio di convivenza e reciproca accettazione fra diversi, in pratica un memento che ci incita a superare la «paura dell’altro». Studiare l’India, attraverso la concretezza e la problematicità del suo attuale assetto giuridico e politico, significa quindi investire nel dialogo con «l’altro», abbandonando preconcetti metodologici e incrostazioni ideologiche. Durante questo viaggio intellettuale, si scoprirà, ad esempio, che in India partecipano alle elezioni politiche (in percentuale) molti più elettori che negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, che i governi indiani dal secondo dopoguerra ad oggi hanno una stabilità nettamente superiore a quelli italiani o francesi, che un cittadino indiano può ricorrere direttamente alla Corte suprema per difendere i suoi diritti fondamentali o per tutelare l’ambiente, senza l’obbligo del patrocinio legale. Questo libro, che rappresenta l’epilogo di un percorso più che ventennale di ricerca dell’autore, condensa in poche pagine una serie di riflessioni sui temi centrali per capire la democrazia e le istituzioni politiche indiane: la storia politica, l’organizzazione costituzionale, il federalismo, la forma di governo, il sistema dei diritti, le istituzioni giurisdizionali.

L'AUTORE
Domenico Amirante è professore ordinario di Diritto Pubblico italiano e comparato nell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, coordinatore del Dottorato in Diritto comparato e Presidente del Corso di Laurea in Scienze Politiche, presso lo stesso Ateneo. Nell’ambito delle sue ricerche si è particolarmente dedicato allo studio degli ordinamenti giuridici «oltre Occidente». In Asia ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso l’Università di Bombay (Law Department), la National University di Singapore, la NLSUI di Bangalore, la National Law University di Delhi. È membro dell’Asian Law Institute (ASLI) e dell’Association for Asian Constitutional Studies. Nel 2016 ha ricevuto il premio di «Distinguished Scholar» dell’Indian Council for Cultural Relations (ICCR). In particolare, sugli ordinamenti giuridici del Subcontinente indiano ha pubblicato i libri: India. Si governano così (il Mulino, 2007), «Altre» democrazie. Problemi e prospettive del consolidamento democratico nel sub-continente indiano (Franco Angeli, 2010), La Costituzione dell’Unione indiana. Profili introduttivi (Giappichelli, 2013, con C. Decaro ed E. Pföstl) ), Lo S tato multiculturale (Bononia University Press, 2014). Recentemente ha scritto anche su riviste internazionali quali l’Hong Kong Law Journal, la Pace Environmental Law Review, la NUJS Law Review, l’Indian Yearbook of Comparative law.

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