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Le deroghe all'articolo 138 della Costituzione
SKU: 7514108140
34,00 €

Isbn
9788849528916
Collana:
"Univ.degli Studi del Molise - Dipartimento Giuridico"
Vai alla collana >>>
Nr. Volume
42
Nr. Pagine
268
Formato
17x24
Mese Pubblicazione
Novembre
Anno Pubblicazione
2014

Dalla metà degli anni Ottanta si sono susseguite alcune ipotesi di revisione costituzionale che avevano l’ambizione di modificare gli assetti fondamentali delle Istituzioni repubblicane. Nelle aule parlamentari ha preso sempre più corpo la disputa intorno ad una riforma organica della Costituzione, laddove ha perso rilievo la pur consistente questione della sua attuazione. Il disegno di legge costituzionale A.S. n. 813 del 2013 ha riacceso la polemica sul problema della cd. Grande Riforma. Quest’ultima iniziativa ha posto una serie di quesiti. Anzitutto quello della praticabilità delle revisioni organiche. Difatti, diversamente da quanto accade in altri ordinamenti, il meccanismo di produzione normativa di cui all’articolo 138 non contempla procedure diversificate. Tale progetto ancora, analogamente alle Commissioni bicamerali del ’93 e del ’97, disciplinava una procedura in deroga a quella ordinaria, alterando significativamente il procedimento di revisione costituzionale e la natura rigida della Costituzione. Più in generale da una certa fase storica sono state realizzate significative revisioni costituzionali sostenute da iniziative governative e approvate con decisioni di maggioranza, in aperto conflitto con le minoranze. Il caso più emblematico è stato la riforma del 2005, respinta mediante il referendum del 2006. Si è prodotta così una sorta di degradazione della legislazione costituzionale verso quella ordinaria, capace di intaccare la natura garantista del procedimento di revisione costituzionale e la validità della Costituzione. L’andamento della storia costituzionale degli ultimi trent’anni dimostra, dunque, che La lotta per il diritto (e per la Costituzione) non è finita. Ciò non di meno, le vicende esaminate in questo studio e i loro esiti segnano una ripresa a favore di quanti intendono preservare l’impianto fondamentale della Costituzione del 1948.

L’AUTORE
Francesco Raffaello De Martino insegna Diritto costituzionale presso il Dipartimento giuridico dell’Università degli Studi del Molise. Tra i suoi lavori: Consiglio regionale e strumenti dell’integrazione politica, Napoli, 2007; Scioglimento del Consiglio regionale e «governo di legislatura», in Scritti in onore di Michele Scudiero, Napoli, 2008; Introduzione, in Atti di produzione normativa e separazione dei poteri. Fine vita, vuoti legislativi e limiti dell’attività giurisdizionale, a cura di F.R. De Martino, Campobasso, 2012; La selezione delle candidature attraverso il metodo delle primarie. Partecipazione politica e rappresentatività dei partiti, in Rivista Aic, n. 3, 2013; Funzioni consiliari non legislative e forma di governo regionale campana, in Scritti in onore di Antonio D’Atena, Milano, in corso di pubblicazione.

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