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Lo Stato di opinione e il danno alla costituzione - Riflessioni sullo Stato di diritto
SKU: 7510072100
Lucarelli Francesco
47,00 €

Isbn
9788849520163
Collana:

"Univ.di Napoli Federico II Dip. Diritto dell'Economia"
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Nr. Volume
24
Formato
17x24
Nr. Pagine
464
Mese Pubblicazione
Maggio
Anno Pubblicazione
2010
«Offro questo libro per quello che vale. È un frutto pieno di cenere amara, simile ai fiori di cactus del deserto che crescono in luoghi arroventati dal sole e fanno sentire a chi ha sete una arsura più atroce ma che sulla sabbia d'oro non sono privi di bellezza» (A. Gide). L'intento del curatore e degli Autori è stato considerare le «premonizioni» presenti nella monografia di Lucia Paura e prendere atto di una realtà legislativa che, onda dopo onda, è andata via via incalzando il sistema costituzionale, aprendo falle che, tamponate alcune, se ne presentavano altre, più frequenti e vistose. Dalle leggi ad personam, che violavano il principio di uguaglianza, allo svuotamento delle regole e dei controlli, alla dismissione delle «proprietà comuni» e dei beni pubblici. In una parola, uno spoil system costituzionale in cui «Stato di opinione e Costituzione materiale», rispetto a quella «formale», sono i prodromi della dissoluzione dello Stato di diritto. Un caleidoscopio di progetti, emendamenti, annunci, boatos, seguiti con angoscia, giorno per giorno (direi ora per ora), tutti filtrati dagli Autori attraverso la lanterna magica di un giudizio di costituzionalità . Stato di opinione, di matrice sudameritana, che fonda il suo potere su un fantomatico «assenso popolare» ad un demagogo. Maggioranze politiche occasionali, conflitti di interesse irrisolti, una plebe assetata di imitazione, in uno «Stato liquido», in una sorta di nichilismo giuridico, fanno da sfondo ad una schizofrenia legislativa che, nella debolezza dell'opposizione, vede sovente un «eroe solitario», condannato alla solitudine sull'ermo Colle. L'interesse reale di un'opera e l'interesse che nasce nel pubblico son cose ben distinte. Io credo che, se si espongono cose interessanti, si può, senza cadere nella presunzione, preferire il rischio di non suscitare interesse nel pubblico occasionale, piuttosto che appassionarne fuggevolmente uno avido di futilità . «Insomma, non ho cercato di dimostrare niente, bensì di descrivere bene e di dare chiarezza al mio discorso» (A. Gide).
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