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Interessi non patrimoniali e patti sanzionatori
SKU: 0706080060
Tardia Ignazio
62,00 €

Isbn
8849512511
Collana:

"Quaderni della Rassegna di diritto civile"
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Formato
17x24
Nr. Pagine
480
Mese Pubblicazione
Luglio
Anno Pubblicazione
2006
Il crescente interesse che negli ultimi anni la letteratura giuridica, specie ma non solo privatistica, ha riservato allo statuto (per così dire) «ontologico» del diritto privato non patrimoniale e, pertanto, degli interessi non patrimoniali dei soggetti è la scaturigine prima di una ricerca che si è proposta di esaminare due questioni ricostruttive principali. La prima è l'individuazione in positivo dei c.dd. "interessi non patrimoniali", nel tentativo di ribaltare una qualificazione fin qui espressa dalla dottrina in negativo, ovvero in modo approssimativo e generico. La seconda questione è la riferibilità all'autonomia negoziale del potere "privato" di stabilire «sanzioni civili», altrimenti affidate solo alle previsioni legali (e legalistiche) dell'ordinamento statale, a tutela dell'osservanza di comportamenti dovuti di natura non (o non solo) patrimoniale. Le clausole penali costituiscono il paradigma di riferimento (legislativo, dottrinale e giurisprudenziale) di un'analisi di strutture pattizie, di funzioni sanzionatorie e di effetti compulsoriamente obbligatori che, codicisticamente, sembrano presupporre in modo necessario un accordo ed un illecito «contrattuali», ma che ad una valutazione non strettamente letterale dei dati normativi e ad una ricognizione non tradizionalmente dogmatica delle categorie civilistiche mostrano una estensibilità interpretativa del «tipo» ed una compatibilità ordinamentale di «tutele» in grado di dare rilevanza giuridica a molteplici altre strutture, funzioni ed effetti di ideazione sanzionatoria e privata. Per quanto ciò abbia costituito un percorso di analisi già intuito, tuttavia si è trattato di indagini che non sono andate oltre la strumentazione delle sole clausole penali. Il passo ulteriore sembra poter essere quello della individuazione di altri patti sanzionatori e della funzionalità rimediale che questi stessi patti possono approntare alla tutela di interessi non (o non solo) patrimoniali, peraltro nel convincimento che nell'esperienza giuridica odierna vada rivalutata ed ampliata la categoria del «contratto», che fin qui è stata invece saldamente ancorata al ruolo di «accordo patrimoniale» e astretta nei limiti di una «nozione unitaria» e di una "disciplina generale" in realtà fortemente limitative sia di una più ampia negozialità degli atti di diritto privato, sia di una più vasta rilevanza del diritto privato non patrimoniale e, dunque, degli interessi privati non patrimoniali.

L'AUTORE

Ignazio Tardia, dottore di ricerca in «I problemi civilistici della persona» presso l'Università degli Studi del Sannio, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di diritto privato generale della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo, è autore di saggi, commenti alla giurisprudenza e altri lavori minori.
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