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Inadempimento e risoluzione di diritto
SKU: 7412097120
Mongillo Roberta
40,00 €

Isbn
9788849524024
Collana:

"Quaderni della Rassegna di diritto civile"
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Formato
17x24
Nr. Pagine
320
Mese Pubblicazione
Luglio
Anno Pubblicazione
2012
In un'epoca nella quale la risoluzione giudiziale cede il passo a meccanismi più adeguati a rispondere alle esigenze di certezza e di celerità dei traffici commerciali, l'indagine sull'importanza dell'inadempimento che giustifica lo scioglimento del rapporto, disciplinata dall'art. 1455 cod. civ., si rivela particolarmente utile allo scopo di verificare quale ruolo essa possa rivestire nei casi di risoluzione di diritto. Il quadro europeo nel quale si innesta il problema non è indifferente, sia per ciò che attiene al controllo del giudice sia in relazione al significato del requisito della gravità dell'inadempimento, da leggersi alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale e in considerazione delle soluzioni adottate nei progetti di diritto europeo dei contratti e in materia di contratti commerciali internazionali. Il tema si mostra di estrema delicatezza soprattutto in riferimento al termine essenziale e alla clausola risolutiva espressa. Il rispetto dell'autonoma determinazione delle parti non può indurre a negare la possibilità di un controllo giudiziale successivo sull'adeguatezza del rimedio risolutorio rispetto all'interesse da tutelare: ogni atto negoziale deve essere in concreto idoneo a soddisfare interessi e valori positivamente valutabili secondo il sistema italo-europeo delle fonti e il valore fondamentale della solidarietà sociale impone di fondare la meritevolezza del potere di risoluzione, in deroga al principio di conservazione del contratto, sull'importanza dell'inadempimento. In una prospettiva funzionale, attraverso un esame critico della giurisprudenza, si può riconoscere il ruolo determinante della verifica della fondatezza della pretesa risolutoria nelle varie ipotesi di risoluzione stragiudiziale, in particolare allo scopo di contemperare l'esigenza di ottenere tempestivamente lo scioglimento del vincolo con quella di assicurare che il rimedio risulti sempre, sulla scorta del canone di buona fede, adeguato, cioè ragionevole e proporzionato, rispetto agli interessi coinvolti nel caso concreto.

L'AUTORE
Roberta Mongillo
è ricercatore confermato e professore aggregato di Diritto commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Sannio. Ha avuto numerosi incarichi di insegnamento, tra i quali Istituzioni di diritto privato, Diritto delle assicurazioni, Diritto dei mercati finanziari, Diritto commerciale e Diritto industriale, presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Foggia, la Facoltà di Scienze Politiche, Sociali e del Territorio dell'Università degli Studi del Salento, la Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Camerino. Dottore di ricerca in «I problemi civilistici della persona», è autrice di monografie, saggi e altri lavori, anche in inglese, in tema di contratti, di vendita di beni di consumo, di patti parasociali, di beni ad uso promiscuo, di credito al consumo, di diritto d'autore, di marchi, di dispositivi medici e di tutela della salute. Ha contribuito al Manuale di diritto civile di Pietro Perlingieri.
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