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Responsabilità oggettiva e causalità flessibile
SKU: 0799821000
Violante Andrea
11,00 €

Isbn
8881148552
Collana:

"Quaderni della Rassegna di diritto civile"
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Formato
17x24
Nr. Pagine
80
Mese Pubblicazione
Aprile
Anno Pubblicazione
2001
Questo lavoro si inserisce nel dibattito sul processo di revisione dei principi tradizionali in tema di responsabilità civile in generale e sulla tendenza a passare da un sistema di "responsabilità per colpa" ad un sistema di "responsabilità senza colpa". L'esigenza della riparazione del danno subito dalla vittima ormai non più eludibile in una società moderna in cui allo sviluppo delle attività economiche, che ha favorito un crescente benessere sociale diffuso, si accompagna un'inevitabile e fisiologica proliferazione dei danni, non solo giustifica la tendenza a sottrarre le vicende produttive di danno al dominio della colpa per ricondurle nell'ambito delle norme che prevedono forme di responsabilità obiettiva, ma certamente giustificherebbe de iure condendo altresì l'avvio verso un sistema di sicurezza sociale che garantisca la reintegrazione del danno in ogni caso. Di fronte alla spinta solidaristica che tende alla reintegrazione delle vittime che hanno subito eventi dannosi, il vero problema è quello di individuare nell'attuale sistema normativo della responsabilità civile i criteri idonei a limitare una irrefrenabile risarcibilità dei danni. Se appare agevole la soluzione nell'ambito della responsabilità soggettiva per l'utilizzazione della colpa, insieme criterio di imputazione e limite della risarcibilità , più problematica risulta invece la soluzione nelle fattispecie di responsabilità oggettiva. In tale ambito è considerato rilevante il criterio di accertamento della sussistenza del nesso di causalità e, tenuto conto che le norme stesse che regolano forme di responsabilità oggettiva, con riferimento al requisito del nesso di causalità , sono da considerarsi "norme elastiche", in cui la parte elastica è costituita proprio dal giudizio sulla causalità , a tal fine viene prospettato come modello idoneo, quello alla cui stregua il giudizio di valore sulla causalità debba essere espresso sulla base di un'attività integrativa della norma elastica attraverso l'utilizzazione degli standards valutativi correnti in quel contesto sociale e in quel momento storico in cui si sia verificato il fatto dannoso. Tale modello appare idoneo a realizzare l'equilibrio tra l'esigenza di tutela risarcitoria del danneggiato e quella di contenere una risarcibilità illimitata in un regime normativo, quello della responsabilità oggettiva, in cui il giudizio di responsabilità finisce per coincidere tout court con il giudizio di valutazione sulla sussistenza del nesso eziologico tra fatto e danno.

L'AUTORE

Andrea Violante è associato di diritto civile nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bari. Autore delle monografie: I rapporti di filiazione e le azioni distato (Napoli 1983), La "locazione finanziaria" e la individuazione della disciplina (Napoli 1988), e di numerosi saggi in tema di contratto e diritto di famiglia; ha collaborato per il settore edilizia economico-popolare ed edilizia privata alla Legislazione civile annotata, con la dottrina e la giurisprudenza (Napoli 1985).
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