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Il contenuto della proprietà urbana fra libertà e controlli
SKU: 7408107070
De Sinno Cataldo
35,00 €

Isbn
9788849515176
Collana:

"Quaderni della Rassegna di diritto civile"
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Formato
17x24
Nr. Pagine
276
Mese Pubblicazione
Maggio
Anno Pubblicazione
2008
La scelta della destinazione d'uso dei fondi urbani nella pianificazione urbanistica costituisce un'attività discrezionale che incide fortemente sul contenuto della proprietà urbana (in particolare sulla facoltà di godimento, più specificamente sulla utilizzazione del bene) rappresentando una fattispecie in cui si concretizza l'esercizio del potere conformativo al fine di assicurare la funzione sociale dei beni oggetto di proprietà privata. Tuttavia le gravi problematiche causate dalle sperequazioni tra le aree riconosciute edificabili e le altre aree, a diverso titolo, non destinate all'espansione edilizia, non hanno trovato ancora soddisfacente risposta. Eppure i principi costituzionali di uguaglianza e, soprattutto, di solidarietà offrono uno straordinario quadro di riferimento all'interprete, pur dovendosi ancora registrare l'assenza di uno specifico intervento legislativo di riordino della pianificazione urbanistica che contempli soluzioni (e criteri) di perequazione. L'indagine, acquisita la consapevolezza della impercorribilità - posto che non si tratta di un rimedio utilizzabile a fronte dell'esercizio di un potere conformativo - della via della tutela costituzionale della proprietà (costituita dalla garanzia di indennizzo nell'espropriazione), si muove nella direzione dello spostamento dell'attenzione dalla visione oggettiva (la tutela del diritto di proprietà ) ad una visione soggettiva (la tutela dei diritti dei soggetti interessati ad una pianificazione urbanistica perequata). Di qui la soluzione prospettata: l'eventuale censura delle scelte di destinazione sperequate va operata sotto il profilo della violazione del principio di solidarietà che nella fattispecie impone che vantaggi e svantaggi siano adeguatamente ripartiti tra tutti i destinatari e non unilateralmente, oltre che dello stesso principio di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. In tale ottica, i rimedi a favore degli interessati potrebbero essere di tipo civilistico, prospettandosi la lesione di un interesse meritevole di tutela (danno ingiusto).

L'AUTORE
Cataldo De Sinno è professore aggregato di diritto privato della responsabilità civile nella II Facoltà di Economia - sede didattica Taranto - nonchè affidatario di diritto bancario nella I Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Bari. E' autore, oltre che di lavori minori in materie privatistiche, della monografia Le clausole di determinazione degli interessi nei contratti bancari (1995).
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