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Diritto privato e società industriale
SKU: 0783140000
Wieacker Franz
30,00 €

Isbn
8849503237
Collana:

"Storia del Pensiero Giuridico"
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Nr. Volume
6
Formato
14x21
Nr. Pagine
LXXVIII+142
Mese Pubblicazione
Giugno
Anno Pubblicazione
2001
Gli studi, che questa collana si propone di accogliere, si situano in autonomi campi di ricerca e impiegano diversi strumenti filologici; ma si incontrano sulla comune linea teorica di una «storia del pensiero giuridico». Come ogni altra scienza, anche la scienza giuridica tende a organizzarsi in una struttura logica, a formulare coerentemente le sue proposizioni in un determinato orizzonte problematico. Essa può riconoscere il carattere relativo e funzionale dei suoi concetti, o chiudersi in uno sterile gioco architettonico; ma rischia, in ogni caso, di ridursi a un sapere tecnico soddisfatto del suo «purismo» e geloso della sua apparente neutralità . Farne la storia significa intenderla come opera non mai definitiva di uomini che agiscono in certi à mbiti sociali, politici, culturali; significa mettere allo scoperto i suoi consapevoli o inconsapevoli legami ideologici e le ragioni pratiche del suo esistere. I grandi codici dell'ottocento, in Francia, in Austria, in Germania, si fondavano su un «modello sociale»: esprimevano il predominio della borghesia, e la sua pretesa di realizzare una compiuta integrazione della società contemporanea. All'armonica completezza dei codici, che consolidavano l'equilibrio garantista in una società senza «stati», corrispondeva il ruolo di una scienza giuridica educata sui testi giustinianei, tecnicamente raffinata e politicamente neutrale, che godeva di un prestigio mai più raggiunto. La stessa rivoluzione industriale, che aveva favorito l'ascesa della borghesia, determinò la crisi del «modello» nella crescente proletarizzazione. I codici non sembravano più rispondenti ai mutati rapporti sociali, e il loro antico ruolo divenne sempre più incerto, Il vario legame fra diritto civile e diritto commerciale, la disciplina di intere materie in leggi speciali, la funzione innovativa della giurisprudenza, e la sua capacità di superare i solidi vincoli dogmatici sulla spinta di nuove esigenze, furono momenti significativi di quello sviluppo. Il libro traccia un rapido quadro dei rapporti fra codici e società civile, ispirato soprattutto alla recente storia tedesca, ma valido per l'intera Europa occidentale. Esso ripropone anche, con precisi riferimenti alle fonti, un tema complesso: il ruolo del diritto romano nella cultura giuridica dell'ottocento.
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