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I più antichi documenti di S. Maria La Fossa Greci ed ebrei (XII XVI sec.)
SKU: 0311133110
Bova Giancarlo
30,00 €

Isbn
9788849522686
Collana:

"Civiltà e radici di Terra di Lavoro"
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Nr. Volume
6
Formato
17x24
Nr. Pagine
364 + 8 f.t.
Mese Pubblicazione
Dicembre
Anno Pubblicazione
2011
Attraverso questo bel libro Bova restituisce al culto dei fedeli di S. Maria la Fossa il meraviglioso affresco della Madonna del Rosario tra i Santi Filippo e Giacomo (XIII sec.), la cui devozione ha visto affollare per otto secoli la stupenda chiesa parrocchiale di Maria Ss. Assunta in Cielo (X-XIII sec.). L'Autore presenta in maniera così viva la complessa documentazione relativa al centro, che al lettore sembra quasi di essere presente alle aste pubbliche del tempo e di trovarsi al cospetto dell'arcivescovo Stefano o della badessa Galgana o anche dei giudici riuniti in platea iudicum a Capua, mentre concedevano le terre agli abitanti della località , tra cui si ricorda una terra del giudice Pietro de Vinea. Interessanti le notizie sui servizi personali che i fittavoli di alcune terre dovevano prestare alla badessa del monastero di S. Giovanni delle Monache. Altrettanto importanti i riferimenti circa la presenza di numerosi greci nella zona, oltre a quella degli ebrei, tra cui vengono ricordati i fratelli Filippo e Pietro cognomine Medici, figli del fu Pietro eiusdem cognominis, abitanti a Capua (1196), i quali risultano concessionari di una villa rustica a S. Maria la Fossa e sono citati anche come Pietro cognomine Ebreus, fratello dell'arciprete Filippo Medico, figli del fu Pietro eiusdem cognominis (1216). L'Autore, che per primo ha studiato i formulari e i signa dei notai e giudici capuani, identifica il signum del notaio Petrus Medicus. Certa la presenza nel territorio della famiglia Cavalcanti di Firenze e non manca la notizia di un'incursione di Ungheri (1349). Ai primi del '500 abitava nei paraggi anche un fratello di Ludovico de Abenavolo, l'eroe della disfida di Barletta (1503). Lo storico auspica che S. Maria la Fossa possa rientrare presto nel programma di protezione del World Wildlife Fund (WWF) e dell'United Nations Educational Scientific and Cultural Organization (UNESCO). È stato detto tra l'altro che Bova, specialmente con i suoi studi su S. Maria cognomento Suricorum (dei Siriaci), su Surici e Medici a Capua e in particolare sulla chiesa di S. Angelo Informis, ha inferto un duro colpo ai dilettanti della domenica.

L'AUTORE
Giancarlo Bova,
storico di fama mondiale, si occupa della civiltà di Terra di Lavoro tra Antichità e Medioevo. Le sue numerose opere sono diffuse in tutti i continenti dall'International Consortium for the Advancement of Academic Publications, dalla Scientific Commons, dal Knowledge Base Social Sciences Eastern Europe e da altri importanti gruppi. Dirige due collane per conto delle Edizioni Scientifiche Italiane (Napoli) ed è membro per chiara fama dei comitati scientifici internazionali delle riviste Theoretical and Empirical Researches in Urban Management e Management Research and Practice della prestigiosa Accademia di Studi Economici di Bucarest. Alcune opere dell'Autore sono state tradotte in inglese e turco.
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