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Tra nazionalismo e cosmopolitismo «dante» (1932-1940) una rivista italiana di poesia a parigi
SKU: 0100512000
Petrocchi Francesca
30,00 €

Isbn
884950005X
Collana:
Nr. Volume
119
Formato
17x24
Nr. Pagine
236
Mese Pubblicazione
Giugno
Anno Pubblicazione
2000
Rivista militante fondata e diretta a Parigi da Lionello Fiumi, «Dante» proponeva un vasto repertorio di traduzioni, interventi saggistici e recensioni concentrato su pulsanti sviluppi e linee di tendenza della poesia internazionale degli anni Trenta, svolgendo una vivace opera di divulgazione dell'opera en devenir di autori allora ancora poco noti in Italia o conosciuti da un ristretto numero di studiosi. Nelle pagine antologiche della rivista erano presenti, in traduzione italiana, poeti francesi della nuova generazione (tra i quali Jean Follain, Maurice Fombeure, Luc Estang, Patrice de La Tour du Pin, Roger Lannes, Yannette Delètang-Tardif) accanto ai «maestri» cari a Fiumi, Paul Valèry e Jules Supervielle. Largo spazio era accordato al dinamico circuito poetico del Belgio (con Robert Vivier, Armand Bernier, Georges Linze, Gaston Pulings, Edmond Vandercammen) per spaziare sino alle «voci» poetiche provenienti dalle Antille e dall'Egitto. Soffermandosi in Portogallo (con le prime traduzioni italiane della poesia di Adolfo Casais Monteiro), Fiumi varcava l'Atlantico scoprendo la «Golconda narrativa» ispano americana (a partire da una sorprendente traduzione, nel 1933, di un racconto di Miguel àÁngel Asturias) per presentare ai lettori italiani anche rilevanti poeti del Sud America, da Jaime Torres Bodet, al giovane Alberto Guillèn a Juana de Ibarbourou e Luisa Luisi al brasiliano Rio Ribeiro Couto. L'analisi della rivista consente anche di precisare la fitta mappa relativa al movimento di circolazione, in quegli anni, della nostra letteratura in diverse nazioni dell'Europa Occidentale quanto Orientale (nell'area serbo-croata, in Grecia e Turchia, in Romania, Bulgaria e Ungheria sino in Finlandia), riproponendo profili di italianisti stranieri spesso rimasti nell'ombra quanto di più noti studiosi e comparatisti che si impegnavano a diffondere in Italia culture letterarie a torto ritenute «periferiche».

L'AUTORE

Francesca Petrocchi è dal 1989 docente di Letterature Comparate nella Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università della Tuscia di Viterbo. Con le Edizioni Scientifiche Italiane ha pubblicato Conversione al mondo. Studi su Piero Jahier (1989); «Ars Nova»1917-1919 (1992); Profili di italianisants. Benjamin Crèmieux e Louis Chadourne (1997). È autrice di studi sulla cultura letteraria del primo Novecento ( Casati e Cerchi negli anni della «Voce», Roma, 1984; Le avventure dell'anima, Il «Leonardo» e il modernismo, Napoli, 1984) sul rapporto tra intellettuali italiani e fascismo ( Scrittori italiani e fascismo. Tra sindacalismo e letteratura, Roma, 1997) e sulla prosa di viaggio di Emilio Cecchi ( L'Africa coloniale negli scritti di viaggio di Emilio Cerchi. 1937-1 939-1954, Viterbo, 1999).
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