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Francesco Bongioannini e la tutela monumentale nell'Italia di fine Ottocento
SKU: 0512023120
La Rosa Nicoletta
30,00 €

Isbn
9788849523003
Collana:

"RestauroConsolidamento"
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Nr. Volume
10
Formato
17x24
Nr. Pagine
234
Mese Pubblicazione
Marzo
Anno Pubblicazione
2012
Il presente saggio indaga la storia del restauro nella seconda metà dell'Ottocento, un periodo cruciale per la formazione di una coscienza conservativa e per l'organizzazione del servizio di tutela dei monumenti a scala nazionale. La ricerca, in particolare, ricostruisce l'attività di Francesco Bongioannini (1847-1928), ingegnere con ruolo ispettivo che ha operato per un lungo periodo in seno alla Direzione generale di AABB. Il suo contributo alla cultura del restauro in Italia si può sintetizzare in due momenti principali. Il primo periodo riguarda gli anni del suo impegno come ispettore governativo, in cui partecipa assiduamente alla definizione di una politica della tutela, fornendo le linee d'indirizzo metodologico per il restauro architettonico e contribuendo al decentramento del sistema di tutela. Il secondo momento, invece, è quello che egli dedica alla riorganizzazione dei percorsi di formazione accademica dei funzionari addetti alla conservazione del patrimonio artistico nazionale, che intende educare allo studio dell'architettura nella sua complessità tecnica ed artistica. Nell'ambito del restauro architettonico, Bongioannini è stato l'estensore di norme e direttive per una generale e centralizzata opera di controllo sull'azione conservativa dei monumenti. L'iniziativa di maggiore rilievo è contenuta nel Decreto Ministeriale del 21 luglio 1882 «Sui restauri degli edifizi monumentali» e della relativa circolare applicativa n. 683 bis. Il decreto e la circolare costituiscono le più aggiornate acquisizioni prodotte dal dibattito sulla nascente disciplina del restauro architettonico e rappresentano un fondamentale punto di riferimento teorico per gli anni successivi: un insieme di norme codificate che, a ragione, possono essere definite la prima Carta italiana del restauro, in cui la prassi, condotta dalla fine dell'Ottocento fino alla Carta del 1931, trova il suo manifesto.

L'AUTORE
Nicoletta La Rosa
, laureata in Architettura presso l'Università degli studi di Palermo (2001), ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici all'Università di Napoli Federico II e dal 2008 è titolare di Assegno di ricerca nel settore disciplinare ICAR/19 presso il Dipartimento di Architettura, in cui svolge la propria attività scientifica con il prof. arch. Franco Tomaselli presso il laboratorio L.I.R.B.A. (Laboratorio di Indagini e Restauro dei Beni Architettonici «Salvatore Boscarino») dell'Università degli Studi di Palermo. Presso la stessa sede universitaria è stata docente a contratto dal 2003 nei corsi di Restauro architettonico e dal 2004 al 2006 ha tenuto lezioni in master di livello post-universitario e corsi di formazione professionale. È autrice di saggi sulla diagnostica applicata al progetto di restauro e sulla storia e le teorie della conservazione, con particolare riferimento agli orientamenti culturali del secondo Ottocento e all'avvio della tutela monumentale in Italia.
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