John Stuart Mill e il metodo scientifico
SKU: 0284053000
Frongia Guido
15,40 €

Isbn
9788881140136
Collana:
"Università di Bari - Pubblicazioni della Facoltà giuridica Scienze Politiche"
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Nr. Volume
6
Formato
13x21
Nr. Pagine
190
Mese Pubblicazione
Febbraio
Anno Pubblicazione
1984

Il nome di J. Stuart Mill è stato in genere messo in relazione, anche nella letteratura più recente dedicata alla riflessione sul metodo scientifico, con la più radicale e ortodossa tradizione induttivistica ed empiristica, quale è stata ad esempio espressa dall'associazionismo classico. Analogamente, in campo etico, le sue tesi sono state comunemente interpretate in senso naturalistico. In parziale dissenso con questi orientamenti interpretativi, il presente studio tende piuttosto ad un recupero di tematiche e di soluzioni che sono state spesso ingiustamente trascurate. Esse vengono individuate soprattutto (ma non esclusivamente) in alcuni scritti che si collocano a cavallo degli anni '30 e '40, e che segnano il culmine della rivolta contro il benthamismo. Come risulterà da questa ricostruzione, Mill si pesenta come il promotore di una svolta anti-baconiana che sia in grado di recepire i rapidi sviluppi che la scienza sperimentale va compiendo nel corso del XIX secolo. Per questa ragione, nella sua riflessione sul metodo, egli attribuisce un'importanza fondamentale agli aspetti « deduttìvi » e sistematici della scienza, riconoscendo alle teorie una funzione costitutiva e regolativa, e un'origine non strettamente sperimentale e induttiva. Anche per le scienze sociali, che si trovavano nella prima metà dell'BOOin una fase del loro sviluppo relativamente assai più arretrata, Mill intende promuovere un metodo di indagine antibaconiano e "deduttivo ", analogo a quello che attribuisce alle più evolute scienze della natura. Questa soluzione del problema metodologico riflette anche una teoria etica che Mill ha già per molti aspetti sistematizzato, utilizzando tematiche che vengono in genere considerate come estranee alla tradizione britannica. Sebbene i riferimenti a questi debiti culturali ricorrano sovente nella Autobiography, e non siano sfuggiti alla critica più avveduta, non sempre essi sono stati valutati in modo appropriato. In ogni caso, indipendentemente dagli esiti che il pensiero di Mill avrà nel più tardo Uti/itarianism, un riesame degli scritti del periodo intermedio può contribuire a delineare un'immagine per molti aspetti inedita e non convenzionale del contributo teorico di questo autore, e può mettere in giusta luce la complessità e originalità della sua formazione.

L’AUTORE
Guido Frongia insegna attualmente presso il Dipartimento di Filosofia della Il Università di Roma. Oltre ad aver collaborato a numerosi periodici, ha recentemente pubblicato i volumi: Guida alla letteratura su Wittgenstein (Argalia, 1981),del quale è in preparazione una traduzione in inglese presso l'editore Blackwell di Oxford; Wittgenstein. Regole e sistema (Franco Angeli, 1983).

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