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La costruzione del catalogo dei papi
SKU: 9916108002
Menniti Ippolito Antonio
50,99 €

Nr. Pagine:
51
Formato:
PDF
ISSN:
0035-7073

Uno dei più grandi storici della Chiesa e del papato, Louis Duchesne, commentando il catalogo dei papi che veniva pubblicato sulla Gerarchia cattolica e la corte pontificia – questo il nome che l’Annuario pontificio ancora conservava ad inizio Novecento –, scrisse che se pure si poteva dichiarare con certezza che tutti i papi che apparivano in quell’elenco avevano occupato il trono di Pietro, non sentiva di poter giurare sulla legittimità di ciascuna di quelle presenze e neppure escludeva che altri nomi di pontefici potessero essere inseriti nell’elenco. Anche sulla base dei suoi studi, negli anni 1904 e 1905 apparve sulla Gerarchia cattolica un elenco che iniziava a valorizzare finalmente i risultati della ricerca storica, ma le reazioni dei tradizionalisti portarono alla non pubblicazione della cronologia dei pontefici per diversi anni e quindi, nel 1913, alla riproposizione della fonte tradizionale, da molti però considerata inattendibile, costituita dalla serie di immagini di pontefici che adornava la basilica romana di San Paolo. Solo nel 1947 si riuscì a riproporre una cronotassi «scientifica». Questo studio indaga su tutto questo. Sulla costruzione dei cataloghi dei papi, a partire dai primi, e sulle resistenze, soprattutto in età moderna, ad applicare agli stessi criteri scientifici. Il risultato è che non disponiamo oggi di un catalogo attendibile dei vescovi di Roma (e ancora più incerto e confuso è quanto sappiamo degli «antipapi ») e che nessuno o quasi ha riflettuto sul tema: su tale non secondaria zona d’ombra nella vicenda dei papi e sul perché essa si sia venuta a creare.

Louis Duchesne, one of the foremost historians of the Roman Church, while commenting on the catalogue of popes published by the Gerarchia cattolica e la corte pontificia (still the title of the Annuario pontificio at the beginning of the twentieth century) wrote that even if all the popes appearing on that list could be declared to have actually occupied the throne of Peter, he felt he could not swear on their legitimacy, or even exclude that other entries could eventually be added. Drawing also on Duchesne’s 1904 and 1905 studies, Gerarchia cattolica prepared a list that finally began to take into account findings from historical research. However, the traditionalists’ reactions delayed its publication for several years, and later in 1913 the «canonic» list, by then already considered by many an unreliable document, was actually reproposed, returning to the series of papal images that adorned St. Paul’s Basilica in Rome. Only in 1947 could an historically-based list of the popes find its way to publication. This study focuses on the vicissitudes of the «papal list», analyzing the reluctance by Vatican circles to apply scientific criteria and methods to the the papal catalogue. The result is that today a reliable catalogue of the bishops of Rome is still not available (and we actually know even less of the «anti-popes»). In fact, it is almost surprising that very few historians, indeed if any, have grappled with this problem; this study tries to shed some light on the problem of the list, and to investigate why the question of its accuracy remained, and still remains today a matter of debate.

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