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Giovanni Pacchioni e la giurisprudenza come fonte sociale del diritto
SKU: 9915105008
Tucci Giuseppe
31,99 €

Nr. Pagine:
32
Formato:
PDF

La ricerca prende l’avvio dalla polemica, insorta in Italia all’inizio del XX secolo, tra Giovanni Pacchioni, a quel tempo professore di diritto civile e di diritto romano nella Facoltà giuridica torinese, e numerosi giuristi contemporanei, da Francesco Ferrara ad Alfredo Rocco, sul ruolo della giurisprudenza delle Corti come fonte del diritto. La voce di Pacchioni rimase completamente isolata, anche se, a supporto delle sue tesi, egli si richiamava alla tradizione del diritto comune ed alle scelte di alcuni codici europei, come quello austriaco e quello svizzero, oltre che alle posizioni di alcuni grandi giuristi a lui contemporanei, come F. Geny. La ricerca, poi, mette in rilievo il cambiamento del clima culturale che si verificò in Italia con l’entrata in vigore della Corte costituzionale nella metà degli anni cinquanta, quando apparve ormai innegabile il ruolo della giurisprudenza della Corti come fonte del diritto. La ricerca, infine, considera il ruolo “costituzionale” della Corte europea di giustizia e della Corte europea dei diritti dell’uomo nel processo di creazione dell’intero sistema legale dell’Unione europea, mettendo in rilievo i limiti di tale fonte del diritto in un’esperienza giuridica globalizzata come l’attuale.

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