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Illiceità della funzione negoziale e reato
SKU: 9912205009
Polidori Stefano
26,99 €

Nr. Pagine:
26
Formato:
PDF

1. Illiceità della funzione e reato contratto: l’alternativa fra applicazione del primo o del secondo comma dell’art. 1418 c.c. I condizionamenti interpretativi determinati dalle perduranti incertezze intorno alle nozioni di norma imperativa, causa negoziale, contratto illecito e illegale. Conseguente impossibilità d’individuare soluzioni universalmente appaganti: abbandono della logica dei concetti in favore di un approccio che, muovendo dal paradigma della causa in concreto, focalizzi l’attenzione sulle singole fattispecie per evidenziarne le peculiarità e ricavarne la disciplina. – 2. Funzione illecita, reato e squilibrio del sinallagma: i riflessi civilistici dell’usura reale, di cui all’art. 644, comma 3, c.p. Superamento della logica rimediale sottesa ai presupposti di operatività della rescissione per lesione (art. 1448 c.c.). Nullità del contratto usurario per illiceità della causa. – 3. Alterazione del sinallagma contrattuale e frode alla legge (art. 1344 c.c.): i negozi preordinati alla violazione di divieti penalmente rilevanti. Indicazioni esemplificative: compravendita di atleti a prezzo gonfiato, finalizzata in via esclusiva ad alterare i bilanci delle società di calcio. – 4. Segue. Contratti di consulenza strumentali a corrompere pubblici ufficiali: le c.dd. «tangenti pulite ». L’anomalia del sinallagma come spia dell’intento delittuoso perseguito dalle parti. – 5. Contratti con causa illecita, violazione di norme penali e applicazione dell’art. 2035 c.c.: l’offesa al buon costume e le altre ragioni d’illiceità funzionale. Gli esempi della corruzione e della maternità surrogata, utili a dimostrare come nella casistica l’individuazione del campo d’operatività della previsione presupponga una misura comparativa del disvalore delle condotte dei contraenti. – 6. Considerazioni conclusive.

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