Le conseguenze privatistiche della violazione del divieto di pratiche commerciali sleali: analisi comparata delle soluzioni accolte nei diritti nazionali dei Paesi UE
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De Cristofaro Giovanni
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31
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1. Il divieto di ricorrere a pratiche commerciali sleali imposto dall’art. 5, § 1, della direttiva 2005/29/CE e il diritto privato degli Stati membri. – 2. Le questioni rimesse dalla direttiva alla discrezionalità dei legislatori nazionali. – 3. L’incidenza della violazione del divieto di ricorrere a pratiche commerciali sleali sulla validità e sul contenuto dei contratti conclusi da consumatori con professionisti: le soluzioni adottate dai legislatori nazionali. – 3.1. Le soluzioni “neutre”. – 3.2. (Segue): le soluzioni negative. – 3.3. (Segue): le soluzioni positive. - 3.4. Prima conclusione: eterogeneità delle soluzioni offerte dai legislatori degli Stati membri al problema del rapporto fra violazione del divieto di ricorrere a pratiche commerciali sleali e contratti conclusi dai consumatori; il conseguente fallimento dell’armonizzazione degli ordinamenti nazionali. – 4. Violazione del divieto di ricorrere a pratiche commerciali sleali e illecito civile.

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