Tutela civilistica della vita e risarcimento del danno non patrimoniale. Questioni comuni e questioni specifiche del danno tanatologico
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Quarta Francesco
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Nell’epocale revirement prospettato dalla Corte di Cassazione nella pronuncia in commento, il problema della risarcibilità iure successionis del danno tanatologico (anche per l’ipotesi in cui la morte sia intervenuta immediatamente) è affrontato nel prisma piú ampio del risarcimento del danno alla persona. Pur condivisibile nelle sue grandi linee, la pronuncia poggia su premesse in diritto troppo fragili per poter sorreggere un cambio di rotta cosí significativo. Fra le cause di tale fragilità, sono da annoverare un ambiente normativo e giurisprudenziale, nazionale e sovranazionale, scarsamente sensibile all’obiettivo dell’effettività piena dei diritti fondamentali. Nello scritto, per superare l’atavica impasse dovuta alla coincidenza tra l’evento- morte e la perdita della capacità giuridica, è conclusivamente richiamata la teorica delle situazioni giuridiche soggettive. Per tale via è offerto un contributo argomentativo per riconoscere l’autonoma rilevanza a fini risarcitori dell’ingiusta privazione della vita, senza alterarne la tipica funzione compensativa, reclamabile dagli eredi indipendentemente da altre poste eventualmente spettanti iure proprio.

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