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Lex Informatica e regolazione del cyberspazio: riflessioni sul rapporto tra «diritto» e «tecnica» nella disciplina del web
SKU: 9914168004
Laghi Pasquale
40,99 €

Nr. Pagine:
41
Estratto Rivista
Formato:
PDF

Il Cyberspazio si caratterizza per una connotazione «a-spaziale» ed «a-temporale » che non permette a nessuna normativa statuale di assicurarne una regolamentazione dotata del crisma dell’effettività. Al tempo stesso i tentativi di uniformazione giuridica internazionale sono spesso ostacolati dai divergenti interessi politici locali. In questo contesto, al fine di sottrarre internet da un regime di «anarchia », la dottrina ha teorizzato l’esistenza di una lex informatica o electronica, costituita da una serie di regole enucleate attraverso la «tecnica», ossia derivanti dalla configurazione «architettonica» del web ed in grado di condizionare le condotta degli utenti, consentendo determinate azioni ed inibendone altre. La lex informatica, quindi, può regolare il cyberspazio sia direttamente, sia indirettamente, cioè apprestando soluzioni «tecniche» imposte dal legislatore statuale ed idonee alla realizzazione di un effetto disciplinare, coincidente con finalità politico-istituzionali. In questo senso, essa si presenta come un «sistema di regole parallele» rispetto a quelle di origine statuale, in grado di assurgere a fonte di produzione di diritto, capace di svolgere un ruolo principale o sussidiario nella regolamentazione del web. Tuttavia, poiché tali «regole» tecniche risultano essere predisposte da soggetti privati, emerge il rischio che esse possano divenire funzionali all’esclusiva affermazione di interessi lucrativi, con contestuale violazione di diritti e di valori insopprimibili. Pertanto, appare irrinunciabile il recupero della funzione direttiva della legislazione statuale, che – seppur con interventi flessibili – garantisca l’imparzialità ed il contemperamento assiologico del processo di formazione della lex informatica. Si tende, pertanto, alla configurazione di un regime ibrido di disciplina del cyberspazio, nel quale il «diritto» si ponga quale correttivo volto ad orientare ed a razionalizzare il meccanicismo astratto della «tecnica».

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