Riconoscimento dell’incesto e induzione al reato nel nuovo art. 251 c.c.
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Palazzolo Giuseppe
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L’introduzione del diritto dei genitori al riconoscimento della filiazione incestuosa, attuato col nuovo art. 251 c.c., come riformato dalla l. 219/2012, in tema di unificazione di tutti gli status di filiazione, apre allo studio di varie questioni, tra le quali risalta, in primis, il mancato coordinamento della norma in questione con quella dettata all’art. 564 c.p., in argomento di reati contro la morale della famiglia che sanziona con pene severe la relazione incestuosa tra i parenti della linea retta (padre e figli), dei collaterali entro il secondo grado (fratelli e sorelle) e degli affini in linea retta (suocero e nuora). Superata la questione penale, solo quando sia prescritto il reato di specie, altri problemi sorgono, sul piano squisitamente civilistico, con l’alterazione delle categorie parentali tradizionali, legittime e naturali, nonostante l’apertura generalista dell’art. 74 c.c. riformato, specie con riferimento alla individuazione dell’ascendenza comune tra i genitori ed il nato dalla relazione incestuosa, da leggere in unità con il riformulato art. 258 c.c. che estende gli effetti del riconoscimento ai parenti del genitore da cui fu effettuato. Da qui emergono gravi difficoltà di sistemazione delle aspettative ereditarie riservate, siccome correlate agli ordini successori familiari e di riflesso per quelli alimentari.

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