La Corte Europea dei diritti dell’Uomo e il ruolo del giudice nazionale tra interpretazione conforme e rinvio alla Corte Costituzionale
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del Tufo Mariavaleria
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25
Estratto Rivista

Il Foro napoletano 1/2018
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Questo lavoro rappresenta la relazione introduttiva, tenuta ai M.O.T. nel luglio 2016, nell’àmbito delle attività di formazione decentrata svolte dalla Scuola Superiore della Magistratura presso il distretto di Napoli. L’indagine è focalizzata su un aspetto importante e controverso delle fonti del diritto: l’applicabilità e l’esecutività della CEDU e delle sentenze della Corte Edu nell’ordinamento penale italiano. Quali sono i rapporti che intercorrono tra il diritto interno e il diritto convenzionale, quali i margini di manovra del giudice? Il lavoro illustra il funzionamento complessivo del sistema costruito intorno alla Convenzione e quali ne siano gli effetti giuridici e politici; su tali basi viene sottolineato lo spazio che dovrebbe venire assicurato al giudice nell’interpretare le disposizioni interne alla luce della CEDU e della giurisprudenza di Strasburgo. Il problema principale è costituito dalla posizione «riduzionista» della Corte costituzionale italiana che, in una serie di sentenze, mostra, riguardo alla operatività della Convenzione europea, un atteggiamento di sempre maggior cautela o, piú esattamente, una criticabile scelta politica di arginamento dei suoi possibili effetti.

This paper represents the written version of a lecture held, on July 2016, to young magistrates who attended training courses to enter in the career. The focus was on an important and controversial aspect of the sources of law: the enforceability of the ECHR and of the ECtHR judgments into the Italian penal system. Which is the role of the European rule face to the national law and how is to be considered by the national Courts? The paper explains how the ECHR system really works and which are its political and juridical effects; on this basis is outlined the wiggle room offered to the judge by interpreting the national law in the light of the European Convention and of the Strasbourg jurisprudence. The main problem is the «reductionist» position of the Italian Constitutional Court, that, in a series of judgments, shows a general attitude of great caution or, more explicitly, a dubious policy of limitation to the ECHR operability.

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