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La donazione di cosa «eventualmente» altrui al vaglio delle Sezioni unite: utile per inutile vitiatur?
SKU: 9917182007
Ferrante Edoardo
23,99 €

Nr. Pagine:
27
Formato:
PDF
L’attuale «corsa» alle Sezioni unite porta con sé rimessioni talora sovrabbondanti, ove non sembra potersi discorrere né di veri contrasti giurisprudenziali né di questioni di particolare importanza. Invero la donazione di cosa altrui, il problema non solo della sua nullità ma anche della sua idoneità a fungere da titolo ad usucapionem, non ha destato finora reali attriti, se è vero che detta donazione è stata pressoché sempre ritenuta nulla ma ciononostante titolo idoneo all’usucapione abbreviata; d’altro canto i casi sono radi, indizio primo di non elevata importanza. Cosí le Sezioni unite non hanno incontrato difficoltà a ribadire, in linea generale, e la nullità della donazione di cosa altrui e la sua idoneità ad usucapionem. Sennonché queste conferme di principio paiono non adattarsi perfettamente ai fatti di causa e lasciano trapelare un approccio piú scientifico che decisorio. Il divieto è infatti applicato ad una donazione che in parte cadeva su cosa propria del donante ed in parte su cosa a lui (pur sempre) spettante a titolo di coeredità; situazione lontana da quell’altruità che è generalmente posta a fondamento del divieto.

The current ‘rush’ to the ‘Grand Chamber’ (Sezioni Unite) of the Corte di Cassazione carries sometimes overabundant references, apparently made in the absence of real conflicts of judgments or matters of utmost importance,. Actually, the question whether gratuitous transfer (donation) of somebody else’s goods is valid and suitable ad usucapionem has never been truly controversial, given that courts have been quite firm in answering that, despite its voidness, the contract could entitle to such way of acquiring property (the so-called usucapione abbreviata). Though, it is to be pointed out that case-law on the subject is poor, which is the first hint of its scarce relevance. In this context, it has not been so hard for the Grand Chamber to confirm, generally speaking, both the voidness of the contract under exam and its suitability for usucapione. But the problem is that those statements of principle do not perfectly match the concrete facts at stake and reveal a scientific rather than a casebased approach. The rule is in fact applied to an agreement where the goods transferred partially belonged to the donor and partially belonged to the inheritance he was entitled to receive together with his coheirs: a quite different situation from the one that has inspired the prohibition to give away somebody else’s goods.
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