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Cultura delle preclusioni, «giusto processo» e accordi procedurali (forme processuali collaborative per un rinnovato «umanesimo forense»)
SKU: 9915270003
Tedoldi Alberto
31,99 €

Nr. Pagine:
32
Formato:
PDF
ISSN:
1828-311X

L’articolo riflette sulla cultura delle preclusioni che è andata affermandosi e diffondendosi nel processo civile italiano, attraverso riforme legislative e orientamenti giurisprudenziali sempre più restrittivi, in nome del principio di durata ragionevole. Il processo diventa, in tal modo, il luogo in cui si partoriscono finzioni, anziché far uso di quel metodo dialettico di ricerca di verità relazionali, che ab origine lo fonda e ne giustifica la stessa esistenza. Il recupero di questa dimensione isonomica del processo può aversi solo quando la cultura delle preclusioni lascerà il posto a una dimensione procedurale concordata tra giudice e avvocati del corso del processo, in base alla complessità della lite e secondo canoni di proporzionalità nell’impiego delle risorse. Questi sono i modelli che provengono anche dalla comparazione giuridica e questa è la strada per sburocratizzare la gestione della giustizia civile in Italia e recuperare un autentico umanesimo forense, in grado di restituire ai cittadini il valore essenziale della fiducia nella giustizia.

The article reflects on the culture of procedural limitation (so-called «preclusioni ») that has been developing and spreading in Italian civil proceedings, through increasingly restrictive legal reforms and court decisions, under the principle of reasonable duration. In this way the legal process becomes the place where fictions are born, instead of making use of the dialectical method of seeking truth in the relationships, which are the foundation and the justification of the very existence of the process. To regain this isonomic dimension of the process is only possible when the culture of procedural deadlines and limi - tations has given way to a procedural dimension agreed between the judge and lawyers in the process, depending on the complexity of the dispute and in accordance with rules of proportionality in the use of resources. These are the models that are also derived from comparative law. This is the way to cut red tape in the management of civil justice in Italy and recover an authentic humanism of the process, thus giving back to the people the essential value of faith in justice.

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