Il testamento olografo rinvenuto in copia all’apertura della successione (Nota a Cass., Sez. II, 18 maggio 2015, n. 10171)
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Perriello Luca Ettore
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2421-2407

La produzione del testamento olografo non in originale ma in copia giustificherebbe, secondo la costante giurisprudenza di legittimità, la presunzione che il de cuius lo abbia revocato distruggendolo deliberatamente, presunzione che potrebbe vincersi mediante la prova dell’esistenza della scheda al tempo dell’aperta successione. Siffatta presunzione non appare giustificata se solo si considera il rapporto tra documento e dichiarazione, e tra dichiarazione e documentazione. Ai fini dell’esistenza del negozio è, infatti, sufficiente e necessaria la formazione del documento (documentazione), là dove il risultato della documentazione (documento) è piuttosto funzionale alla prova del negozio. Se il testatore fotocopia la scheda testamentaria oppure ne redige una copia in carta carbone, nemmeno può sostenersi che egli con ciò abbia inteso revocare soggettivamente le disposizioni di ultima volontà, giacché tra le due determinazioni volitive (il testamento e la produzione della copia) non si ravvisa alcuna incompatibilità materiale. Non si avrà, dunque, revoca e la successione non sarà regolata dalla legge ma dalla copia del testamento, che non può che essere oggettivamente compatibile con il contenuto del negozio mortis causa.
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According to the case law of the Court of Cassation, the availability of a copy and not original will upon the testator’s death raises the presumption that the will was destroyed by the testator with intent to revoke. This presumption may be rebutted by evidence showing that the will was found at the time of the death. However, holding the will revoked does not seem reasonable given the relation between document and declaration, and between declaration and documentation. The development of the document (i.e. documentation) affects the effectiveness of the legal act, whereas the result of the documentation (i.e. document) concerns the evidence of this act. Nor can it be maintained that where the testator made a photocopy or carbon copy of the will, by doing so he meant to intentionally revoke the will. Indeed, there is no objective incompatibility between the two decisions (the will and the making of a copy). Hence, the will is not revoked and the rules of intestate succession do not apply, being the copy surely compatible with the content of the will.

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