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Autonoma lesività ed impugnabilità dell’atto endoprocedimentale negativo: il caso del parere della soprintendenza in ordine alla realizzazione di parchi fotovoltaici
SKU: 9912473010
Saracino Carla Maria
26,99 €

Nr. Pagine:
26
Formato:
PDF

L’analisi in oggetto è volta a indagare la sussistenza di ipotesi di autonoma lesività degli atti endoprocedimentali e di una conseguente diretta impugnabilità degli stessi. Pur rimanendo fermo il principio della tendenziale non lesività dell’atto endoprocedimentale, tale assunto trova deroga in particolari ambiti, nei quali è individuabile una portata immediatamente lesiva anche per gli atti interni. Tali considerazioni sono verificate con riferimento a due peculiari ipotesi derogatorie: quella dei pareri vincolanti negativi e quella dei pareri obbligatori non vincolanti e, quindi, rispettivamente con riferimento alle ipotesi di lesività autonoma del parere reso dalla Soprintendenza ai sensi dell’art. 146 del Codice del paesaggio e, dall’altro, con riguardo all’aggravio procedimentale scaturente dall’interposizione del parere obbligatorio negativo reso dalla Soprintendenza in conferenza di servizi. La riconosciuta lesività degli atti interni idonei a produrre aggravio procedimentale è il precipitato dell’attuale visione ordinamentale impostasi in conseguenza dell’evolversi del diritto amministrativo, connotata dalla valorizzazione delle ragioni della celerità e della semplificazione.

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