Il diritto amministrativo tra le sue origini antiche e le nuove sfide poste all’interprete: brevi note e riflessioni
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Pallesca Andrea
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Dalle origini del diritto amministrativo in tempi lontani ad oggi, l’analisi storica e giuridica evolve verso una nuova stagione. L’interprete che per secoli ha lentamente disfatto il «mantello di Laerte» scoprendo solo sul finire dell’800 con l’Arret Blancò, la specialità del diritto amministrativo rispetto al diritto privato, oggi deve raccogliere nuove sfide che lo collocano in una prospettiva più ampia. Le origini del diritto amministrativo rappresentano sul piano storico un patrimonio indispensabile per comprendere l’evoluzione che nel corso dei secoli ha attraversato intere società. Oggi, però, questo patrimonio nella formazione dell’interprete deve necessariamente interagire con il diritto sovranazionale. Le sfide per l’interprete chiamato ad operare nel complesso ramo del diritto amministrativo, passano oggi più che mai dall’apertura dell’ordinamento vigente ad una pluralità di fonti di provenienza comunitaria. La necessità di una nuova crescita per l’interprete si lega all’affermazione di nuove branche del diritto multidisciplinari e al tempo stesso non confinate all’interno dell’ordinamento. La nascita del diritto ambientale nella sua triplice dimensione penale, amministrativa e civile è solo un esempio che aiuta a comprendere l’approccio richiesto oggi all’interprete. Un atteggiamento non di chiusura sicuramente ma di larghe vedute di fronte al vasto panorama delle fonti nonché ispirato alla ricerca di una ricomposizione ad unitarietà dei risultati ermeneutici raggiunti. È possibile affermare oggi, mutuando un espressione del civilista, la necessità di interpretare il diritto «amministrativo » nella legalità costituzionale. Nuove e non facili sfide, come l’integrazione tra il diritto amministrativo comunitario e i diritti amministrativi nazionali, devono essere raccolte con la consapevolezza che per il ramo del diritto pubblico la ricerca di un armonia internazionale non rappresenta certo un novum. I successi raggiunti dal diritto internazionale processuale civile, il cui precursore Stanislao Mancini ha seminato il seme della ricerca di soluzioni uniformi per quei rapporti che non presentano un attaccamento esclusivamente nazionale. Dove volge il diritto amministrativo, in molti sui rami, se non nella gestione di situazioni dove si intrecciano rapporti portatori di interessi sovranazionali. Il conferimento degli appalti e la partecipazione alle gare di imprese straniere né un esempio. Lo sguardo dell’interprete è la linfa del diritto vivente e per tale ragione il seme di un’idea, rappresenta il contributo che il presente lavoro intende offrire.

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