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Riflessioni sull’abuso del processo
SKU: 9916373009
Pulvirenti Marco Gaetano
39,99 €

Nr. Pagine:
40
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 3/2016

ISSN:
1971-6974

In questi ultimi anni si assiste ad un aumento delle sentenze che fanno riferimento all’abuso del processo sia in campo civile sia in campo amministrativo, con risultati non sempre coincidenti alle omologhe esperienze di altri ordinamenti. Si assiste in particolare alla qualificazione come abusive di fattispecie processuali spesso tra loro non comparabili. Né appare adeguatamente convincente che costituisca abuso del processo la condotta del ricorrente il quale sollevi per la prima volta in appello l’eccezione di carenza di giurisdizione del giudice che era stato adito dallo stesso ricorrente con il ricorso introduttivo. In questi casi, infatti, piuttosto che invocare presunte attività abusive, è lo stesso codice del processo amministrativo a regolare la questione, sulla base del combinato disposto degli artt. 9 e 104. In realtà, l’abuso del processo va necessariamente limitato ad alcune ipotesi ben definite, anche al fine di evitare che la sua nozione appaia difficilmente individuabile. In particolare, si tratterebbe soltanto di quei casi in cui manchi una controversia che debba essere decisa dal giudice, dal momento che si usa uno strumento (il processo) pensato per comporre liti e decidere secondo giustizia, al fine di ottenere risultati e scopi differenti. Occorre del resto scoraggiare pratiche che possano determinare un utilizzo “disinvolto” dell’abuso del processo, facendovi rientrare anche casi, probabilmente deprecabili, ma che tuttavia si inseriscono nella dialettica processuale, o sono comunque già trattabili sulla base della disciplina dell’art. 88 c.p.c. e degli artt. 91 e ss. c.p.c., che spesso oramai vengono utilizzati in chiave sanzionatoria, con ciò mettendo a rischio l’esercizio effettivo del diritto di difesa.

Many judgments relate to the abuse of process both in the civil field and in the administrative field. They do not always give results similar to what is observed in other systems. Situations which are not comparable are qualified, in particular, as abusive. The courts have often considered abuse of the process the conduct of the applicant, which raises for the first time on appeal the objection of lack of jurisdiction of the court, which had been seized by the same applicant in the originating application. This theory is not convincing. In these cases it is the code of the administrative process to settle the matter, based on the combined provisions of Articles 9 and 104. The abuse of process must necessarily be limited to certain defined hypotheses. In particular, the reference is to the cases where missing a dispute is to be decided by the judge, because the parties want to achieve different purposes. It must discourage practices that may be considered abusive cases are part of the procedural dialectics, or are in any case already treatable based on the discipline of the order for costs.

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