Profili di analisi economica (del diritto amministrativo) in tema di segnalazione certificata di inizio attività. La nuova disciplina della s.c.i.a. e i persistenti problemi di tut
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Vese Donato
40,99 €

Nr. Pagine
41
Estratto Rivista

Diritto e processo amministrativo 3/2016

Issn
1971-6974

La (nuova) segnalazione certificata di inizio attività, quale strumento principe della semplificazione amministrativa, si presta spesso a talune interpretazioni volte (quasi) unicamente a favorire gli ‘interessi’ dei soggetti che si trovino in “relazione diretta” con la pubblica amministrazione, lasciando inevitabilmente in ombra quei soggetti che sono ‘estranei’ a tale relazione. Questa situazione si esprime plasticamente nella stessa struttura giuridica dell’istituto: da una parte vi è il c.d. “soggetto privato principale” al quale, a determinate condizioni, è consentito di avviare l’attività senza dover aspettare alcun atto di assenso da parte dell’autorità amministrativa; dall’altra la presenza di determinati soggetti, i quali, sebbene siano “terzi” – in quanto apparentemente ‘esterni’ – alla relazione instauratasi tra il soggetto privato principale e l’amministrazione, possono tuttavia patire una qualche indebita ingerenza che tale relazione abbia potuto provocare nella loro sfera giuridica. Accade così che la sostituzione del classico procedimento per “autorizzazione” con un modello del tipo “segnalazione-controllo”, compromette gravemente le chances di tutela dei soggetti terzi che, assieme all’ordinario procedimento, vedono dissolversi anche gli specifici strumenti di ‘reazione’ avverso ai tipici provvedimenti ampliativi. Di tale impianto si ha peraltro testimonianza nella legge di riforma amministrativa n. 124 del 2015, la quale intervenendo in più punti della disciplina della s.c.i.a., nell’ottica di garantire maggior certezza all’affidamento dei soggetti privati principali, pare confermare una simile ricostruzione. Emerge una impostazione dell’istituto emblematicamente ‘sbilanciata’ a favore dell’efficienza economica del sistema: entro questa lettura, la relazione principale “soggetto privato principale-pubblica amministrazione” diviene soverchiante, lasciando irrimediabilmente sullo sfondo tutte le altre posizioni che non sono direttamente coinvolte entro siffatta relazione, ivi compresa quella del terzo. Il presente scritto muove dall’esigenza di fornire una interpretazione differente alle (nuove) disposizioni dell’istituto della s.c.i.a. e si basa fondamentalmente sull’assunto secondo cui l’avvento di un modello del tipo “segnalazione-controllo”, sebbene ‘travolga’ le classiche fasi del procedimento, non ‘sradica’ la garanzia della regolazione pubblicistica delle attività, la quale perdura immutata in capo all’autorità amministrativa attraverso la funzione di controllo e vigilanza come previsto per legge: questa essenzialmente la tesi.

The (new) rule of certified notification of setting up an activity, as one of the major instruments of administrative simplification, often lends itself to being interpreted as aimed (almost) solely to further the ‘interests’ of those who have a “direct relationship” with the public administration, inevitably marginalizing those parties that are ‘extraneous’ to that relationship. This situation is reflected in the way the phenomenon is structured legally: on one hand there is the so-called “main private party” who, under certain conditions, is allowed to set up an activity without having to wait for any act of assent by the administrative authority; on the other hand, there are certain individuals who, albeit as “third parties” and apparently ‘outside’ the relationship established between the main private party and the administration, may however suffer some unwarranted interference deriving from the legal position of this relationship. Thus the classical procedure for “authorization” is replaced by the model of the “notificationverification” type which seriously undermines the chances of protection of third parties who, together with the ordinary procedure, are not allowed to resort to those specific measures of protection normally available in cases of an extensive provision. This is testified in law no. 124 of 2015 on administrative reform which, by intervening in a number of ways in regulating the certified notification of setting up an activity, with a view to ensuring greater certainty in entrusting the main private parties, would seem to confirm such an interpretation. What emerges is a law that is emblematically ‘unbalanced’ in favour of a system of economic efficiency: from thisperspective, the relationship «main private party-public administration» becomes overwhelming, irremediably marginalizing all the other positions that are not directly involved in such a relationship, including that of third parties. This paper highlights the need to provide a different interpretation of the (new) provisions relating to the certified notification of setting up an activity and is based primarily on the assumption that the advent of the model of the “notification-verification” type, while radically reforming the traditional stages of the proceedings, does not ‘eradicate’ the regulatory guarantees under public law of such an activity; the latter continues unchanged for the administrative authority through the function of verification and supervision as provided by law: this is essentially the argument put forward here.

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