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Il regime tributario applicabile alla cessione di terreni sottoposti a vincoli di edificabilità
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Casale Daniela
17,99 €

Nr. Pagine:
18
Estratto Rivista

Diritto e processo tributario 3/2018

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La rilevanza delle aree fabbricabili in ambito tributario è da sempre connessa alla tassazione dell’incremento del valore derivante dall’esecuzione di un’opera pubblica o dalla prospettiva della loro utilizzazione a scopo edificatorio. Tale incremento è determinato dagli strumenti urbanistici, vale a dire dalla possibilità di esercitare lo ius aedificandi. Tuttavia l’aumento di valore può realizzarsi anche prima della conclusione del procedimento amministrativo che legittima l’intervento edilizio. Da qui l’impasse tra esigenza di certezza di diritto che richiede il rinvio al diritto urbanistico e quella di tassare il plusvalore dei terreni edificabili nel momento del suo manifestarsi. Per porre fine a tale incertezza legislativa il legislatore tributario con l’art. 36, comma 2 del d.l. n. 223 del 4 luglio 2006, ha introdotto una nozione “onnivalente” di area edificabile disponendo che «un’area è da fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottati dal comune, indipendentemente dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo», anticipando di fatto la tassazione rispetto al completamento delle procedure per l’edificabilità. Se la nuova nozione di aree fabbricabili risolve il problema della determinazione della base imponibile di quei terreni per i quali lo strumento urbanistico generale, prevede una destinazione ordinaria, il problema residua per quelle porzioni di territorio sottoposte a vincoli urbanistici ovvero destinate a funzioni particolari. Sul punto la Suprema Corte, infatti, esprimendosi nella quasi totalità dei casi sull’imponibilità di dette aree ai fini del tributo locale, ha affermato, nel tempo, principi fra loro contraddittori, generando incertezza nei contribuenti, con la conseguenza che ancora ad oggi non appare possibile ritenere definitivamente assodato il trattamento tributario da riservare agli spazi asserviti a finalità di pubblica utilità secondo lo strumento urbanistico vigente.

The relevance of the taxable building areas has always been connected to the taxation of the increase in value deriving from the execution of a public work or from the perspective of their use for building purposes. This increase is determined by the planning instruments, that is to say by the possibility of exercising the ius aedificandi. However, the increase in value can be realized even before the conclusion of the administrative procedure that legitimizes the building intervention. Hence the impasse between the need for legal certainty that requires the reference to urban planning law and that of taxing the surplus value of building land at the moment of its manifestation. To put an end to this legislative uncertainty the tax legislator with the art. 36, paragraph 2 of the legislative decree n. 223 of 4th July 2006, introduced an «allencompassing» notion of building area by providing that «an area can be constructed if it can be used for building purposes based on the general urban planning tool adopted by the municipality, regardless of the adoption of its implementation tools», anticipating de facto taxation with respect to the completion of the building procedures. If the new notion of building areas solves the problem of determining the tax base of those lands for which the general urban planning instrument provides for an ordinary destination, the residual problem for those portions of territory subjected to urban planning constraints or destined to particular functions. This issue has been strongly debated in jurisprudence with conflicting guidelines. On this point, the Supreme Court, in fact, has affirmed, over time, contradictory principles, generating uncertainty among tax payers, with the consequence that to this day it does not it appears possible to definitively establish the tax treatment to be reserved for spaces subject to public utility purposes according to the current urban planning instrument.

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