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La disponibilità dell’azione di nullità nel sistema italo-comunitario delle patologie negoziali
SKU: 9913284006
Mignone Carlo
25,99 €

Nr. Pagine:
25
Estratto Rivista
Formato:
PDF

1. La tradizionale sistemazione binaria della disciplina delle patologie negoziali costruita ad immagine della dicotomia interesse privato/interesse pubblico: il dogma della insanabilità del negozio nullo quale corollario dell’indisponibilità dell’interesse. – 2. Il parallelismo tra legittimazione relativa e potere di convalida. «Quod nullum est, nullum producit effectum»: l’esclusione di qualsivoglia strumento operativo atto a modulare il grado di disponibilità della tutela. I tentativi della giurisprudenza di riassorbire all’interno della sistemazione binaria le fattispecie di sanatoria: il ricorso agli espedienti dell’«annullabilità mascherata» e dell’atto valido a fattispecie complessa nel quale l’atto nullo è solo un presupposto fattuale per la produzione degli effetti finali. Un caso di convalida tacita in funzione etero- protettiva: la nullità «selettiva» del contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento per difetto della forma ad substantiam. – 3. L’impatto della legislazione di derivazione comunitaria a livello sistemico: ordine pubblico di protezione e conseguente evoluzione degli statuti delle patologie negoziali nel senso della loro flessibilità. Osservazioni contro l’opzione ermeneutica generalizzante cui si accede riconoscendo il connotato della relatività a tutte le nullità di protezione. Il caso della subfornitura: allargamento ultra partes della cerchia dei legittimati ed esclusione dell’autore dell’abuso. Le condizioni di adeguatezza della tecnica che restringe la legittimazione al solo contraente protetto: individuazione della regola sulla legittimazione in funzione degli interessi sottesi alla ratio della comminatoria. – 4. I dati normativi e giurisprudenziali che alimentano il dibattito sulla convalidabilità: le nuove fattispecie di nullità convalidabili. – 5. Le sentenze della Corte di Giustizia U.E. che coordinano la legittimazione ristretta con la rilevabilità ex officio da parte del giudice: il principio di effettività della tutela. Due costruzioni speculari: l’opposizione alla declaratoria di nullità ad opera del soggetto legittimato quale vicenda ostativa della rilevabilità (rilevabilità come dovere officioso di interpello); la rilevabilità quale fatto impeditivo di una convalida oggettivamente contraria allo spirito della comminatoria (rilevabilità come dovere officioso di intervento). Contenuto e limiti dello scrutinio rimesso all’organo giudicante: la modulazione del rilievo d’ufficio in funzione della miglior attuazione degli interessi protetti. – 6. Minima unità effettuale della convalida e disponibilità dell’interesse protetto: critica della tesi che sostiene l’indiscriminata convalidabilità di tutte le nullità (relative) di protezione. Funzioni della comminatoria: regole finalizzate a prevenire l’esercizio abusivo del potere negoziale in danno del contraente debole e regole che sanzionano ex post i patti sperequati. Ammissibilità della convalida nella prima ipotesi e prevalenza, nella seconda ipotesi, del principio di proporzionalità e delle connesse tecniche di riequilibrio del contratto; la multidirezionalità dei fenomeni di abuso che si annidano nella scelta sulla convalidabilità del negozio nullo.

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