«Smart Contract». Automazione contrattuale ed etica dell’algoritmo
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Ferlito Ilaria
41,99 €

Nr. Pagine
42
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 2/2020

Formato
PDF
Issn
2037-5662

Lo sviluppo incessante e la diffusione ubiqua delle tecnologie della informazione e della comunicazione – introducendo inediti linguaggi, comportamenti, stili di vita, organizzazione del lavoro e metodiche di produzione industriale – hanno comportato un pervasivo mutamento economico, sociologico, sinanco antropologico, sì ingenerando una «rivoluzione digitale», che ha sovvertito dalle fondamenta la società contemporanea. La tecnologia – divenuta un «ambiente da abitare, una estensione della mente umana, un mondo che si intreccia con il mondo reale», capace di rideterminare la «costruzione dell’identità e delle relazioni, nonché il vissuto dell’esperire» – offre un arsenale di strumenti idonei ad impattare con eccezionale forza innovativa su ambiti ritenuti pressoché immutabili. In siffatto tessuto, notevolissimo interesse, dal punto di vista dell’operatore giuridico, ha suscitato l’emersione degli smart contracts, software intelligenti basati sul paradigma della blockchain, le cui potenzialità appaiono foriere di cambiamenti epocali, ponendo in essere gli stessi una sfida per il diritto ed, al contempo, una proficua occasione di raffronto con le tradizionali categorie giuridiche e di riflessione circa l’eventualità di una «mutazione genetica» del contratto, destinato a divenire «strumento totalmente eterodeterminato». Al diritto compete, non rinunciando al proprio ruolo di elemento regolatore della società e del mercato, l’arduo compito di assecondare le potenzialità tecnologiche, con la creazione di una cornice regolamentare in ragione dello strumentario giuridico esistente e l’elaborazione, in una mutata prospettiva, di soluzioni nuove, al passo con l’innovazione, per se ipsa restia agli angusti limiti di una regola settoriale. Ciò, epperò, mantenendo la bussola sempre puntata sulla tutela della dignità della persona – giacché solo in questo modo, id est riconoscendo, in una ritrovata e confermata dimensione antropocentrica, i caratteri non replicabili della unicità della persona, appare possibile pensare ad un futuro che, grazie alle sconfinate possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, possa finalmente essere la risposta ai bisogni individuali e collettivi.

The constant development and universal diffusion of information and communication technologies – introducing unknown languages, behaviors, lifestyles, work organization and industrial production methods – have led to a pervasive economic, sociological, and anthropological change, by generating a «digital revolution» that has subverted contemporary society from its foundations. Technology – which has become an «environment to be inhabited, an extension of the human mind, a world that is weaved with the real world», capable of redefining the «construction of identity and of relationships, as well as the experience of sperimenting» – offers huge amounts of tools capable of impacting with exceptional innovative power on areas assumed to be almost immutable. In such a construction, considerable interest from the legal operator’s point of view, has emerged the development of smart contracts, intelligent software based on the blockchain paradigm, whose potential appears to announce epochal changes, creating a challenge for themselves, the law and, at the same time, a profitable opportunity of comparison with traditional legal categories and of considering the possibility of a «genetic mutation» of the contract, predestined to become a «totally heterodetermined instrument». To the Law, without giving up its managerial role of regulator of society and of the market, belongs the onerous task of supporting technological potentials, with the creation of a regulatory frame based on the existing legal system and, in a changed perspective, of new solutions, that keep up with innovation, per se ipsa of the tight limits of a reluctant sectoral rule. This, however, keeping the compass always focused on the protection of the dignity of the person – since only in this way, id est acknowledging, in a rediscovered and confirmed anthropocentric dimension, the non-replicable characters of the uniqueness of the person, it seems possible to think of a future that, thanks to the boundless possibilities offered by artificial intelligence, can finally be the answer to individual and collective needs.

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