Isolamento ed interdipendenza, tradizione ed impermanenza. Note sul percorso costituzionale del Bhutan
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Miele Matteo
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L’articolo propone un’analisi del percorso storico e costituzionale del Bhutan, piccolo paese himalayano nato nella prima metà del Diciassettesimo secolo e sottoposto all’autorità della dinastia Wangchuck a partire dal 1907. Dagli anni Cinquanta del secolo scorso la dinastia reale ha guidato, attraverso l’opera del terzo, del quarto e del quinto monarca, un processo di riforme istituzionali in senso democratico approdate alla promulgazione della costituzione scritta del 2008. Il tragitto costituzionale si è mosso parallelamente ad un percorso di apertura verso il mondo esterno e ai processi di globalizzazione. L’articolo mette dunque in evidenza alcuni aspetti delle riforme bhutanesi nel corso dei decenni e dell’approccio della monarchia Wangchuck ai processi di globalizzazione. Lo studio è stato condotto rimanendo nella prospettiva di un paese buddhista tibetano e del suo approccio al mondo esterno in quanto tale. Infine, vengono forniti alcuni aspetti tecnici relativi al Parlamento bhutanese. L’articolo è un invito a riconsiderare l’universalità, alla luce del particolare percorso istituzionale bhutanese, di alcune definizioni proprie delle scienze giuridiche e politiche come concepite dalla tradizione culturale occidentale.

The paper proposes an analysis of the constitutional and historical path of Bhutan, a small Himalayan country formed in the first half of the seventeenth century and under the authority of the Wangchuck dynasty since 1907. Since the 1950s and through the work of the third, fourth and fifth kings, the royal dynasty led a process of institutional democratic reforms, the result of which was the written constitution of 2008. The constitutional journey was parallel to a path of openness towards the outside world and to the processes of globalization. The paper therefore highlights some aspects of the Bhutanese reforms over the decades and the approach of the Wangchuck monarchy to the globalization processes. The study is taken from the perspective of a Tibetan Buddhist country and, as such, its approach to the outside world. Lastly, some technical aspects of the Bhutanese Parliament are provided. The paper is an invitation to reconsider the universality, in the light of the particular Bhutanese institutional path, of some definitions of the juridical and political sciences as conceived by Western cultural tradition.
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