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L’influenza del diritto italiano in Francia. Iter frammentario per una consapevole ricognizione
SKU: 9914179032
De Vita Anna
20,99 €

Nr. Pagine:
21
Formato:
PDF

Il diritto italiano e il diritto francese sono legati dall’eredità comune di appartenenza alla stessa famiglia giuridica. Ciò farebbe presumere da parte francese un interesse e una propensione verso il nostro diritto, analoghi a quanto si riscontra nell’ambiente italiano. Questo studio ha rilevato al contrario che individuare l’influenza del diritto italiano in Francia, o meglio sul e nel diritto francese, sia un rischio e una sfida in campo aperto, ove la presunzione è di incerta e ardua conferma. Pertanto lo scopo non è di ricostruire una “mappa” di testimonianze e prove concrete di dove e come si riscontra un effetto del nostro diritto in Francia. Si è ritenuto più costruttivo esplorare nel contesto della tradizione giuridica francese le cause e le ragioni, più o meno occulte, di risultati prima facie poco esaltanti, muovendo dall’ottica della dottrina di diritto privato, la cui identità si fonda e si riconosce nel Code civil, mito e simbolo della gloria del diritto francese. Di qui una spiccata tendenza nazionalista e positivista in un sistema esportatore per vocazione, in genere restio a misurarsi con altri sistemi, e con culture non francofone. Un sistema fiero del livello di perfezione raggiunto, della chiarezza e razionalità delle proprie costruzioni concettuali. Solo studiosi naturalmente curiosi e attratti dal diverso, di vasta sapienza giuridica e metagiuridica, nonché linguistica e comparativa, come i filosofi, gli storici, i sociologi, gli antropologi, o personalità eccezionali come Jean Carbonnier, palesano segni di apertura anche verso la nostra cultura giuridica. L’orizzonte si rischiara grazie a significative “occasioni di incontro” e interscambio reciproco, quali l’esperienza del Projet de Code des obligations et des contrats franco-italien del 1927, e di recente dell’encomiabile “progetto pavese” di Giuseppe Gandolfi sul “Codice europeo dei contratti “del 2000, che ha suscitato l’adesione di eminenti civilisti francesi come Jean Carbonnier e André Tunc. Infine un’altra luce brilla nell’area più eclettica del diritto costituzionale, per merito del compianto Jean-Claude Escarras, un generoso e infaticabile comparatista, in spontanea sintonia col diritto italiano, che nel 1985 ha fondato presso l’Università di Tolone il Centre de Droit et Politique Comparé (CDPC), divenuto un laboratorio di studio e formazione del diritto italiano di fama internazionale, creando solidi legami con i più brillanti comparatisti del nostro paese.

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