Il difficile bilanciamento tra tutela della madre vulnerabile, best interest del minore e diritti culturali della donna migrante al vaglio della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

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Autore:
Pera Alessandra
Estratto Rivista

Comparazione e diritto civile 3/2021

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Il contributo offre il commento di una recente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardante un caso di violazione del diritto alla vita privata e familiare, di cui all’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, da parte della Repubblica Italiana. L’autrice ricostruisce i principali fatti che caratterizzano il caso concreto e le questioni di diritto sottoposte all’attenzione della Corte, analizzando la sentenza in commento sulla base di due essenziali nodi logico-argomentativi: il primo riguarda il difficile contemperamento tra i valori protetti dalla normativa in materia di adozione e il diritto di genitori e figli a mantenere in vita, per quanto compatibile con il best interest del minore, il rapporto parentale; il secondo gruppo di argomentazioni riguarda invece la situazione di vulnerabilità della ricorrente, donna, madre, di origine nigeriana e vittima di tratta di esseri umani, nonché il tema dei diritti culturali nell’ambito delle relazioni familiari. L’analisi è condotta attraverso una ricostruzione sistematica degli istituti coinvolti ed il necessario esame del dato normativo e giurisprudenziale italiano e sovranazionale rilevante, nonché attraverso alcuni rilievi comparatistici sul sistema dell’open adoption propria del common law inglese e sui principali leading cases in materia. The essay offers a comment on a recent judgement by the European Court of Human Rights concerning a case of violation of the right to private and family life, under art. 8 of the European Convention on Human Rights, by the Italian Republic.

The author reconstructs the main facts that characterize the case and the legal issues involved, analyzing the CtHR legal reasoning based on two essential logical-argumentative paths. The first concerns the hard balancing between the values protected by the legislation on adoption and the right of parents and children to keep the parental relationship alive, insofar as it is compatible with the best interest of the minor. The second group of arguments concerns the vulnerable situation of the applicant: a woman, a mother of Nigerian origin and a victim of trafficking in human beings, as well as the issue of cultural rights in the context of family relations. The analysis is conducted through a systematic reconstruction of the legal institutions involved and the necessary examination of the Italian and supranational legislative and jurisprudential formants, as well as through some comparative findings on the English model of the “open adoption” and on the main leading cases in such subject matter.

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