Religione senza sacrificio. Grozio e Sozzini alle origini di un tema illuminista
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Imbruglia Girolamo
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0035-7073

La teoria del cristianesimo di Fausto Sozzini poggia sulla separazione di religione e sacrificio, mai proposta prima di lui nella cultura europea moderna. Lo zio Lelio Sozzini aveva sostenuto, con un’originalità esegetica che andò oltre l’antitrinitarismo di Serveto, che Cristo non era una divinità creatrice del cosmo; Fausto Sozzini allargò il riconoscimento dell’umanità di Cristo a una teoria radicalmente nuova del cristianesimo, che divenne l’unica religione che avesse escluso il ricorso al sacrificio. Il sacrificio al dio e il sacrificio del dio erano stati sempre considerati le due forme elementari e indispensabili della religione. Per Sozzini il cristianesimo invece non richiedeva né il primo (la preghiera), né il secondo (la morte sulla croce del Cristo). La religione cristiana era il potenziamento della vita etica, ottenuto con l’obbedienza alle norme basilari indicate dal Nuovo testamento. Nel 1617 Grozio si oppose a questa teoria. Per un lato, accettò l’idea di teodicea di Sozzini. Per l’altro lato ne ridusse la radicalità, sia riconducendola alla tradizione antitrinitaria, sia sostenendo che il sacrificio cruento del dio costituiva la realtà profonda e ineliminabile del cristianesimo, come di ogni altra religione. Il sacrificio era necessario per la religione e per il patto politico. Per completare la propria confutazione di Sozzini, Grozio ricorse alla storia sacra, con la quale indirizzò anche ideologicamente l’antiquaria secentesca.

This article explores the theories of religion and sacrifice by Faustus Socinus and Grotius. The separation of religion from sacrifice had been thought of by Socinus for the first time. According to him, Christianity was the only true religion, because there was no recourse to sacrifice: it required nor the sacrifice to god (the prayer), neither that of god (Christ’s death on the cross). In this way, moving from the antitrinitarian idea of the human nature of Christ, already discussed by his uncle Lelio Socin, Faustus Socinus sustained that Christ’s experience consisted in his resurrection. Therefore Christianity was but the reinforcement of ethical life through the obedience to the norms of the New Testament. In 1617 Grotius published a refutation of Socinus’ revolutionary ideas. Grotius did not accept Socinus’ theory of sacrifice, because he believed that sacrifice was the very condition of religion, and therefore also of Christianity. The universal link between belief and sacrifice (both to and of god) was apparent in the history of mankind. Therefore on the one hand Grotius was near to Socianism because he refuted Calvinistic theodicy; on the other hand, he rejected Socinus’ radical antitrinitarianism and maintained the religious sacrifice, because he feared that without religion the foundations of human political community could be at risk. Grotius corroborated his theory of Christianity with researches in sacred history, which were the model for the antiquarianism of the XVII century

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