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Il diritto di migrare: itinerari socio-giuridici e contraddizioni nella dicotomia tra migranti «economici» e richiedenti protezione internazionale

SKU: 9918162011
Autore:
Marotta Sergio - D’Andrea Margherita
Estratto Rivista

Rassegna di diritto pubblico europeo 1/2018

Issn
1722-7119
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37,99 €

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La tutela e l’efficacia dei diritti nell’ambito delle migrazioni scontano un duplice ostacolo: l’«asimmetria» sul piano teorico tra norme di diritto internazionale e dimensione della sovranità e la indeterminatezza sul piano giuridico della distinzione tra migranti cc.dd. economici e richiedenti protezione internazionale. L’articolo approfondisce il problema della natura giuridica del diritto di migrare e il rapporto tra vulnerabilità e volontà dal punto di vista giudiziale. Infatti, la condizione soggettiva prodotta ad esempio da traumi e reiterate violazioni di diritti umani, compiute in Paesi di transito come la Libia, mette in crisi un tipo di decisione esclusivamente fondato sulla scelta di emigrare dal proprio Paese di origine. Questa illogica semplificazione rischia di tenere fuori da ogni forma di tutela situazioni che pure rientrerebbero nella protezione umanitaria, in tal modo precipitando persone del tutto private di diritti in una condizione di sfruttamento e di forzata illegalità.

The protection and effectiveness of rights in the field of migration have a dual obstacle: the «asymmetry» on the theoretical level between norms of international law and the dimension of sovereignty and the indeterminacy of the distinction between «economic» migrants and asylum seekers. The article explores the issue of the legal nature of the right to migrate and the relationship between vulnerability and will from a judicial point of view. In fact, the subjective condition produced for example by traumas and by repeated violations of human rights, carried out in transit countries such as Libya, undermines a type of decision just based on the choice of emigrate from the country of origin. This illogical simplification threatens to keep out from any form of protection all cases that would be part of humanitarian protection, precipitating people, completely deprived of rights, in condition of exploitation and illegality.

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