Note a margine del dialogo tra le Corti dopo la sentenza 269/17: verso un maggiore protagonismo della Corte costituzionale?
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Crispino Susanna
41,99 €

Nr. Pagine
21
Estratto Rivista

Rassegna di diritto pubblico europeo 2/2017

Formato
PDF
Issn
1722-7119

L’articolo esamina brevemente le principali novità sollevate in un obiter dictum della sentenza della Corte costituzionale n. 269 del 14 dicembre 2017. Tale sentenza, che innova deliberatamente una giurisprudenza consolidata, ha ridefinito l’ordine di precedenza tra questioni di costituzionalità presso la Corte costituzionale e rinvii pregiudiziali presso la Corte di giustizia dell’Unione europea nei casi di «doppia pregiudiziale» relativi a diritti riconosciuti sia dalla Costituzione sia dalla Carta di Nizza, anteponendo le prime alle seconde. In particolare, l’articolo ipotizza i possibili motivi che hanno spinto la Corte a tale passo, soprattutto in riferimento alle difficoltà applicative e interpretative di un sistema multi-livello di protezione dei diritti, e alle conseguenti esigenze di ri-accentramento rispetto al giudice comune. Inoltre, sono richiamati i potenziali profili problematici di tale inversione, relativi ai presupposti teorico-dogmatici, nonché agli impatti in termini istituzionali: la netta distinzione, mutuata dalla giurisprudenza europea, tra regole e principi; lo spostamento di equilibrio tra poteri giudiziari, sia rispetto al giudice comune interno sia rispetto al giudice europeo; le possibili modifiche nelle modalità di circolazione di modelli argomentativi. Infine, l’articolo si sofferma sull’effettiva vincolatività del dictum sulla giurisprudenza della Corte, anche alla luce delle questioni di costituzionalità che saranno probabilmente sollevate per chiarirne la portata.

The article briefly examines the main innovations introduced by an obiter dictum of the judgment of the Constitutional Court no. 269 of 14 December 2017. Such judgment, which purposefully innovates a well-established case-law, seemingly redefined the order of preference between issues of constitutionality before the Constitutional Court and preliminary referrals to the Court of Justice of the European Union, in cases of «double prejudicial questions» related to rights recognized both in the Constitution and the Charter of Nice, postponing the latter to the former. The article hints to some of the possible reasons which pushed the Court to take this step, especially as regards the implementation and interpretation difficulties in a multi-level system of protection of fundamental rights, and the related needs of re-centralization towards ordinary judges. Further, the article recalls some potentially problematic issues of such inversion, related to its theoretical assumptions, as well as the institutional impacts: the clear divide, borrowed by the European case-law, between rules and principles; the changes in the power balance among judicial bodies, both domestic and European; the possible modifications in the circulation of argumentative models. Finally, the article focuses on the actual bindingness of the dictum on the Court’s case-law, taking also into consideration the questions of constitutionality which will be probably raised to clarify its scope and meaning.

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