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La conformazione al d.lg. n. 231 del 2001 (responsabilità degli enti) quale necessità ed opportunità di rafforzamento e competitività delle società sportive
SKU: 9913372008
Cattadori Michele
87,99 €

Nr. Pagine:
88
Formato:
PDF

L’etica ed il fair play non sono piú qualità ad esclusivo appannaggio di sportivi e virtuosi gentlemen che condividono i princípi del barone De Coubertin, in quanto, l’evoluzione della società ha portato la medesima a codificare ed a proteggere attivamente i princípi etici di lealtà, correttezza e probità. In questo scenario, il diritto sportivo, ha da sempre costituito una delle culle per la difesa e propalazione di tali princípi. L’evoluzione dell’ambiente sportivo che si è mossa da piccole associazioni sportive composte da pochi appassionati, sino ad arrivare a società quotate in borsa che compravendono atleti in tutto il modo, ha determinato un ampliamento degli illeciti sportivi. Da semplici falli in campo perpetrati dal singolo atleta, si è passati al c.d. doping finanziario e contabile delle società sportive. Il diritto sportivo ha, quindi, per primo, fronteggiato le condotte tout court contrarie ai succitati princípi prevedendo dei modelli di governance e autocontrollo delle società sportive volti alla prevenzione degli illeciti sportivi. Detti interventi dell’ordinamento speciale sono stati mutuati anche dagli ordinamenti statuali anglosassoni ed europei, i quali, hanno codificato e propalato con finalità penal-preventiva il valore dell’“impresa etica”. Il nostro ordinamento ha condiviso detta ratio emanando il d.lg. n. 231 del 2001, rubricato Responsabilità Amministrativa degli Enti, che ha introdotto il principio portato dal brocardo “societas puniri potest”. È stata cosí introdotta nel nostro ordinamento una responsabilità personale della società che (prima della perpetrazione di un reato posto in essere da un soggetto apicale o subordinato, nell’interesse o vantaggio della società medesima), non ha preventivamente adottato un valido ed efficace modello di autocontrollo aziendale. Se da un lato la conformazione al disposto sulla responsabilità degli enti può preservare le società da sanzioni penali, dall’altro è importante sottolineare come accresca le opportunità di mercato delle società medesime. Ciò posto, le istituzioni sportive hanno caldeggiato, ed in alcuni casi imposto, la conformazione delle società sportive anche al d.lg. n. 231 del 2001, dal che ne discende che le società medesime debbano recepire due modelli preventivi dei reati l’uno per le ipotesi delittuose penali, l’altro volto a scongiurare gli illeciti sportivi. Allo stato le società virtuose si sono dotate dei due modelli in forma distinta, tuttavia, per efficienza ed economia si ritiene proficua l’acquisizione di un sistema unico ma bicefalo (che con una struttura possa assolvere ad entrambe le funzioni). Non di meno, posto che i recenti casi di “scommessopoli” e “calciopoli” hanno determinato violazioni dei modelli penal-preventivi di cui le società si sono dotate, è stata effettuata una analisi dei “Modelli” acquisiti dalle varie società sportive e delle criticità non previste che sono sfociate in illeciti sportivi e penali. Col presente lavoro è stata cosí espletata una analisi degli istituti di riferimento, delle opportunità che nascono per le società sportive e delle lacune riscontrate nei modelli analizzati.

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